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Apple inizia la “pulizia” dell’App Store

La scorsa settimana, tramite una nota sul portale dedicato agli sviluppatori, Apple ha annunciato che in occasione della presentazione dei nuovi iPhone 7 e iPhone 7 Plus avrebbe dato il via al primo vero e proprio processo di pulizia dell’App Store.
In poco più di 8 anni lo Store dell’azienda di Cupertino ha raggiunto numeri impressionati: più di 2 miliardi di applicazioni e oltre 130 miliardi di download. Molte di queste app non vengono aggiornate da molto tempo e magari hanno qualche problema nelle ultime versioni di iOS e per questo motivo Apple ha deciso di rimuoverle in modo tale da migliorare l’esperienza utente finale.


Ma in cosa consiste questa “pulizia”?

Da mercoledì scorso Apple ha iniziato il processo di revisione e rimozione delle vecchie app non aggiornate e che quindi non seguono le ultime linee guida di Apple o che hanno qualche problema di stabilità con gli ultime versioni di iOS.
Le app “incriminate” verranno divise in due gruppi: le app che crashano all’avvio verranno rimosse immediatamente dall’App Store mentre per quanto riguarda le applicazioni che non rispettano i nuovi standard gli sviluppatori avranno 30 giorni di tempo per rilasciare un’aggiornamento che sistemi eventuali problemi. Nel caso in cui gli sviluppatori non rilasciassero gli aggiornamenti necessari le app verranno rimosse dallo Store e torneranno disponibili solamente con un aggiornamento della stessa.
Le applicazioni inoltre non potranno avere un nome che supera i 50 caratteri di lunghezza.

Quante sono le app “incriminate”?

Apple non ha effettivamente comunicato quali sono i criteri secondo quale un’app venga rimossa o meno però alcuni sviluppatori hanno già fatto delle stime di quante app ipoteticamente potrebbero venire rimosse: per esempio alcuni ipotizzano che potrebbero essere rimosse tutte le app che non includono la versione compilata a 64bit. L’App Store infatti supporta l’invio di applicazioni a 64bit dal 9 settembre 2014 e dallo scorso giugno 2015 non è più possibile inviare nuove applicazioni per l’approvazione senza la versione compilata a 64bit. Da una rapida analisi ci sarebbero più di 580 mila app che non supportano questo criterio e rappresentano circa il 27% del totale delle app presenti nello Store.
Chiaramente queste sono solamente delle supposizioni ma siamo sicuri che nelle prossime settimane ne sapremo sicuramente di più.
Redazione Instanews

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