Lo scorso sabato ho partecipato al mio secondo meeting di IgersTorino sul Gran Paradiso, una bella esperienza che consiglio a tutti quanti di ripetere poiché semplice e con dei paesaggi fantastici.
Detto questo ero sommerso da ragazzi veramente appassionati di fotografia ed alcuni fotografi di professione. Con loro non mancavano attrezzature costosissime e macchine che mai mi ero sognato di vedere in vita mia o almeno non così a stretto contatto.
Tuttavia mi sono anche fatto una mia idea che sarà sicuramente imparziale, stupida e forse da utente poco esperto del settore ma che, almeno fino a quando qualcuno non mi smentirà pesantemente, rimarrà tale.
Se devo fare delle foto per pubblicarle su Instagram, lo smartphone di oggi mi basta. Perché? Il motivo è molto semplice, il social network di Facebook utilizza un algoritmo di compressione che deteriora lo stesso la vostra fotografia in fase di caricamento andando a perdere tutti quei dettagli e quella definizione con cui magari l’avete scattata con la vostra macchina da enne-mila euro.
Ok lo ammetto è un’esagerazione perché uno scatto bello, e ne potete trovare tantissimi su Instagram, viene poi rielaborato sul computer con i dovuti software ed ha bisogno alla base di una buona macchina. Un conto però è stamparlo, metterlo via o incorniciarlo, un conto invece è darlo in pasto alla Rete, e tutto quello che ne può conseguire, ed all’algoritmo di Zuckerberg.
Siccome non sono un fotografo e non ho intenzione di definirmi tale, per il momento credo che abbandonerò tutte le mie prerogative di acquisto per una macchina fotografica degna di questo nome. Io mi diverto a scattare al volo e cerco di condividere, con i giusti limiti, le foto che più mi rappresentano e che danno un volto alla mia giornata o al mio pensiero.
Per me, ad oggi, basta l’iPhone per scattare le foto che pubblico sul mio profilo Instagram.
La miglior fotografia è quella che hai sempre con te.
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