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Come ottimizzare WordPress nel 2018

Negli ultimi mesi qui su instaNews.it mi sono occupato principalmente di gestire il lato tecnico della piattaforma, questo in altre parole vuol dire dover combattere e ottimizzare WordPress. Di cose ne ho imparate parecchie, quindi vi scrivo un riassunto della mia esperienza nella speranza che possa essere di aiuto a qualcuno che voglia creare un nuovo blog usando WordPress oppure sistemare un blog già avviato.

L’importanza di un buon Hosting

Si parte dalla basi, e la base di un blog basato su WordPress è il server. Online si trovano pareri su tutti i servizi di Hosting, uno di quelli con più recensioni positive è SiteGround. Non è un caso, SiteGround mette a disposizione un referral per l’iscrizione. Quando si incontra un servizio che utilizza i referral per fare promozione bisogna sempre valutare attentamente. Superato lo scetticismo iniziale abbiamo optato per il piano “GrowBig” e dopo mesi di utilizzo posso assicurare per quanto riguarda il rapporto qualità prezzo è veramente ottimo. Offre tutto quello che deve offrire un buon Hosting: uptime elevato, velocità, migrazione gratuita e sopratutto un buon supporto. Ho dovuto contattare raramente il supporto, però quando l’ho fatto (ed erano orari abbastanza improponibili) hanno saputo sempre rispondere in maniera competente e con velocità. Unico lato negativo da segnalare è il pannello di controllo, non manca certo di funzioni, però è veramente brutto e a livello di interfaccia grafica siamo fermi a 10 anni fa.

CloudFlare é vostro amico

Un grande vantaggio di SiteGround é la perfetta integrazione con CloudFlare. CloudFlare permette di andare ad utilizzare una CDN (Content Delivery Network) con una semplicità disarmante. Se non sapete cosa é una CDN consiglio di leggere questo articolo dove é ben spiegata la struttura ed il funzionamento.

CDN in a gif

Oltre a questo servizio CloudFlare permette anche di andare a sfruttare due tecnologie fondamentali per andare a migliorare il posizionamento su Google (ne parleremo in maniera più approfondita in seguito) e le performance del sito. Sto parlando di HTTPS e HTTP/2.
Utilizzare HTTPS garantisce:

  1. Un’autenticazione del sito web visitato.
  2. Protezione della privacy.
  3. Integrità dei dati scambiati tra le parti comunicanti.

Queste proprietà sono talmente importanti che Google favorisce i siti che sfruttano HTTPS invece di HTTP già da ormai quattro anni. Il cambio di protocollo richiede solo una manciata di click su SiteGround, vi lascio il link alla documentazione ufficiale ed un buon sito che approfondisce la tematica.

HTTP/2 invece é attivato di default su CloudFlare, quindi non ci sarà da configurare nulla. I vantaggi rispetto al caro ed ormai anziano HTTP/1.1  sono molteplici, ed anche in questo caso una buona pagina di spiegazione la offre la stessa SiteGround. Il cambio di protocollo permette una migliore gestione delle richieste, che si traduce in un sito più veloce. Ed indovinate cosa? Google favorisce i siti più rapidi rispetto a quelli più lenti a partire da questa estate.

Una delle differenze chiave tra HTTP/1.1 e HTTP/2

Ottimizzare le immagini

Uno degli errori più comuni (e spesso ignorati) é la gestione delle immagini. Le immagini sono uno degli elementi più pesanti all’interno di un sito web, pertanto rappresentano l’elemento cruciale se si considera il peso della pagina. Una pagina più leggera vuol dire una pagina che impiega meno tempo per essere scaricata. Una pagina più veloce vuol dire una pagina che ha più probabilità di ottenere un buon ranking su Google. Per ridurre il peso di una pagina si deve, almeno quando si può, utilizzare sempre immagini a risoluzioni adeguate (inutile usare fotografie da 20 Megapixel per un Banner 600 x 350) , ma soprattuto le immagini, a prescindere dalla risoluzione, vanno compresse (senza perdere qualità). Come é possibile fare ciò?  Basta andare su siti come Compressor.io che permettono di effettuare la compressione online, il sito genererà una foto con un peso fino al 90% inferiore. Se siete interessati ad eseguire la compressione in locale potete utilizzare ImageOptim per macOS o Caesium per Windows.

Il SEO é morto, lunga vita al SEO

Il SEO (Search Engine Optimization) è uno degli argomenti più discussi all’interno della comunità di WordPress.

SEO è l’acronimo inglese per Search Engine Optimization e definisce tutte le attività di ottimizzazione di un sito web volte a migliorarne il posizionamento nei risultati organici dei motori di ricerca come Google e Bing.

Paolo Albera

Il concetto base é semplice: una persona scrive un articolo per farlo leggere a più persone possibili, come si raggiungono le altre persone? Tramite motori di ricerca, ossia tramite Google. Ovviamente essere tra i primi su Google non é facile, la concorrenza é alta e spietata, inoltre sul web é pieno di guru pronti a vendervi corsi, strategie e trucchi. Durante il mio periodo di formazione ho imparato a distinguerli, così come ho imparato alcuni concetti chiave che vi riassumerò ora brevemente:

  1. Scrivere. Sembrerà un concetto banale ma una delle cose più importanti é scrivere. Scrivere articoli che raccontano o informano, poco importa il soggetto, basta che la qualità sia alta. Google preferisce articoli ben strutturati e complessi, per questo anche in questo frangente, la qualità batte la quantità. Sia ben chiaro però che la quantità, specialmente agli inizi, non é un aspetto da sottovalutare.
  2. Fare riferimento a Google. Nessuno conosce meglio di Google le sue regole, per questo la fonte principale di consigli é la documentazione messa a disposizione da Google stessa, qui potete trovare una buona introduzione che spiega le regole da seguire per una corretta ottimizzazione per i motori di ricerca.
  3. Prima ho parlato di come Google favorisca i siti veloci che utilizzano le ultime tecnologie, ci sono però centinaia di altri fattori che definiscono i risultati delle ricerche. Uno dei fattori al quale bisogna prestare attenzione che non ho ancora menzionato é verificare se il proprio sito é ottimizzato per i dispostivi mobili. Qua quasi tutto dipende dal tema, quindi é fondamentale scegliere un tema sviluppato da persone competenti. Come controllare se il vostro sito é utilizzabile correttamente da Smartphone? Google mette a disposizione un pratico tool che controlla (ed in caso ci segnala) i punti critici.
  4. Un argomento non troppo discusso ma che reputo fondamentale per una buona “comunicazione” tra motori di ricerca e WordPress é il corretto uso dei Dati Strutturati. Google é molto intelligente, ma come fa a distinguere una ricetta da un articolo di notizie? Semplicemente glielo deve comunicare il sito stesso, attraverso i Dati Strutturati. Questi “dati” non sono altro che un piccolo frammento di codice formattato in maniera particolare che contiene tutte le informazioni sul nostro articolo. Anche in questo caso la documentazione ufficiale é la miglior fonte di informazioni, anche in questo caso Google fornisce un tool per verificare la corretta implementazione. Per implementarli correttamente su WordPress la via più facile é utilizzare un Plugin. Per instaNews ho scelto di utilizzare Schema Pro, non economico ma molto potente e semplice da utilizzare. Una valida alternativa gratuita é fornita da Schema & Structured Data for WP.
  5. Implementare AMP (Accelerated Mobile Pages) ha richiesto più studi “morali” che tecnici. Per implementarle su WordPress é facile, basta utilizzare AMP for WPma perché farlo? Il protocollo é continuamente messo in discussione, é controllato da Google e questo a molti non va a genio, inoltre nelle sue prime versioni non supportava le pubblicità o il tracciamento degli utenti. Cose che però sono state possibili con il tempo e si integrano perfettamente con il plugin sopra citato. Dopo la corretta implementazione nei mesi scorsi il sito ha registrato una migliore posizione nei motori di ricerca, e quindi maggiori utenti. Indovinate come fare a testare se avete implementato AMP correttamente? Ovviamente ci pensa Google.
  6. Chiudo questa breve lista parlando in generale dell’algoritmo di Google. Mi duole informarvi che non esiste nessun algoritmo magico che si può ingannare utilizzando domini con nomi particolarmente interessanti, inserire keyword a ripetizione all’interno di un testo o utilizzare altri stratagemmi che forse funzionavano dieci anni fa. Google in questi anni ha imparato a ragionare, nel vero senso della parola. Grazie al machine learning é possibile identificare il contesto di un discorso o di una specifica domanda, per questo ribadisco quello che ho scritto come primo punto. Scrivete articoli di qualità, mettetevi nei panni dell’utente e rispondete alle sue esigenze di conoscenza e informazione, i risultati arriveranno con il tempo e l’impegno.

Concludo dicendovi che il link che porta a SiteGround é affiliato e con il vostro eventuale acquisto andate a supportare instaNews.it e le persone che alimentano questo progetto. Per segnalazioni, dubbi o errori mi potete contattare su Twitter: @LRazovic.

Leonardo Razovic

Uno studente di Ingegneria Informatica di 22 anni appassionato di tecnologia con un serio problema di dipendenza da serie tv