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Attualità

Regioni e Province, nuovi colori: solo cinque restano arancioni

Regioni e Province, nuovi colori: in base all’ultimo report della Cabina di regia l’Indice Rt è sceso e solo cinque restano arancioni

C’era attesa per l’ultimo report della Cabina di regia sui contagi guidata dall’Iss e non è stata vana. Da domenica 31 gennaio, quando diventerà effettiva l’ordinanza firmata dal ministro Speranza, quindici tra regioni e province autonome diventeranno (o resteranno) gialle, la massima libertà possibile.

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In pratica rimarranno in zona arancione soltanto Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria e la Provincia Autonoma di Bolzano mentre tutte le altre regioni sono e saranno in zona gialla. Accanto a quelle che erano già in zona gialla da alcune settimane, come Campania, Toscana, Molise, Basilicata e Provincia di Trento arriveranno tutte le altre. Sono Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Lazio, Piemonte, Valle d’Aosta, Marche, Friuli, Liguria, Abruzzo e Calabria.

Regioni e Province, nuovi colori:tutti i dati dell’indice Rt nei vari territori italiani

(Pixabay)

Un cambio in corsa che deriva dal calo nell’indice di trasmissione del contagio, sceso a 0,84 come media in tutta Italia. Scendendo nel dettaglio, ecco i dati regione per regione: Abruzzo 0,81, Basilicata 0,91, Calabria 0,82, Campania 0,97, Emilia 0,77, Friuli 0,68, Lazio 0,73, Liguria 0,87, Lombardia 0,84, Marche 0,88, Molise 1,51 (ma con un intervallo inferiore di 1,16). E ancora Piemonte 0,82, Provincia di Bolzano 0,8, Provincia di Trento 0,56, Puglia 0,9, Sardegna 0,81, Sicilia 0,98, Toscana 0,95, Umbria 0,96, Val d’Aosta 0,82, Veneto 0,61.

Come fa rilevare il report c’è stata anche una diminuzione dell’incidenza a livello nazionale negli ultimi 14 giorni arrivata a 289,35 ogni 100.000 abitanti contro 339,24 per 100.000 abitanti. Il dato di incidenza bisettimanale non è paragonabile fino in fondo con il periodo precedente a causa dell’estensione dal 15 gennaio dei test antigenici rapidi.

Ma come spiega il professor Brusaferro, “il calo osservato evidenzia una diminuzione reale dell’incidenza, dato che il periodo degli ultimi 14 giorni comprende più giorni dove sono stati inclusi anche casi diagnosticati con solo test rapido antigenico”.

Federico Danesi

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