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Attualità

Abbandono scolastico, i dati dell’Italia preoccupano. Siamo tra i peggiori in Europa

L’Italia è tra i paesi d’Europa con la percentuale maggiore di abbandono scolastico. I dati sono preoccupanti e superano le medie europee

La pandemia mondiale ha provocato grossi problemi in ogni settore. Il sistema scolastico non è stato esentato dalle conseguenze procurate dal Covid-19. La scuola ha subito forti danni e la situazione non era ottimale già prima dell’emergenza coronavirus. Il sistema scolastico italiano aveva già delle falle da decenni e i tagli all’istruzione degli ultimi venti anni non hanno sicuramente aiutato.

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Nelle ultime settimane è tornato ad occupare le classi il 50% degli studenti. Dopo molti mesi in dad (didattica a distanza) c’era però il timore che molti potessero abbandonare la scuola. Questa preoccupazione, purtroppo, sta avendo diversi riscontri in molti paesi europei. Il problema dell’abbandono scolastico va affrontato seriamente perché i numeri sono allarmanti. Vediamo nel dettaglio la condizione del nostro paese.

Abbandono scolastico: i dati dell’Italia sono preoccupanti. Siamo tra i peggiori in Europa

L’Unione Europea sta effettuando operazioni di monitoraggio del settore dell’istruzione e della formazione da diversi anni. Il portale Scuola.net ha riportato i dati di questo studio e sono molto allarmanti, specialmente per quanto concerne il nostro paese. La percentuale di giovani tra i 18 e i 24 anni che abbandonano precocemente gli studi è stata del 13,5% nel 2019, prima ancora della pandemia mondiale.

I numeri dicono che nel decennio 2009-2019 c’è stato un leggero miglioramento dei dati, che restano comunque alti, soprattutto in alcuni paesi. In Europa, un ragazzo su sette non riesce nemmeno ad ottenere il diploma di scuola superiore. L’indice ELET (Early leavers from education and training) era al 14,5% nel 2018 e al 19,1% nel 2009.

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Nel 2019 il dato è rimasto abbastanza alto e per questo l’Unione Europea ha stabilito una soglia da non superare a partire dal 2020: il 10%. L’Italia non è riuscita a rispettare questo limite perché registra una percentuale di abbandono precoce dal sistema scolastico del 16%. Questo dato è in leggero miglioramento rispetto a dieci anni fa, ma sicuramente ancora troppo alto.

Peggio di noi in Europa fanno soltanto Spagna, Malta e Romania, che hanno percentuali maggiori rispetto all’Italia. La Bulgaria è ferma al 14,6%, il Portogallo è attualmente all’11%. Il miglior paese europeo sotto questo aspetto è la Grecia, che registra soltanto il 4% di abbandono scolastico. Non a caso è la culla della civiltà, ci sarà un motivo!

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Il problema dell’abbandono scolastico è molto più presente nel Sud Italia che nel Nord. Nel Nord-Est, infatti, la percentuale di abbandono scolastico rispetta le imposizioni e gli standard europei, fermandosi al 9,6%. Nel meridione questa percentuale arriva addirittura al 16,7%. Di solito sono i maschi ad avere più probabilità di lasciare la scuola, alla costante ricerca di un lavoro.

Il dato cresce a dismisura se si prendono in considerazione i ragazzi nati all’estero e residenti in Italia: in questo caso la percentuale di abbandono scolastico sale al 30%. Quindi uno straniero su tre nel nostro paese non completa gli studi.

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Daniele Grassucci, direttore di Skuola.net ha provato ad analizzare questi dati: “Esiste anche una buona fetta di studenti che va avanti nelle classi e riesce ad ottenere il famoso pezzo di carta. Purtroppo questi ragazzi non riescono ad ottenere il bagaglio culturale e gli strumenti per ottenere un buon livello di istruzione”.

Secondo quanto riportato da alcuni test effettuati agli studenti che hanno conseguito la maturità nel 2019, ci si accorge che molti maturandi riescono a fatica a rispettare gli standard minimi richiesti da una terza media. “E’ come se nei cinque anni di scuole superiori non avessero imparato niente”, aggiunge Grassucci sconfortato. E questo accadeva prima della pandemia, è probabile che i dati in futuro risulteranno addirittura peggiori.

Salvatore Marsiglia

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