Categorie
Economia

Alla fine cadde anche il franco svizzero

Di Claudio Stoduto

La crisi ha colpito anche la Svizzera e detto così potrebbe far sorridere in molti vista la cadura (controllata) del franco svizzero.

Ebbene si, anche il franco svizzero si è svalutato in questi ultimi giorni perdendo valore nei confronti dell’euro. Più nello specifico nella giornata di ieri è stato toccato la soglia minima di 1,1996 che non si vedeva dal lontano 15 gennaio 2015 in piena crisi economica.

Ma a dirla tutta l’obiettivo della BNS, la Banca nazionale svizzera, era sostanzialmente questo. Perché? Semplice, il tutto era legato alle varie posizione aperte negli anni nei confronti delle vendite all’estero. Si perché avendo un franco meno competitivo nei confronti del più diffuso euro, si avrebbero avute meno problematiche nel cercare di poter contrattaccare a livello economico sul mercato. Si è quindi cercato di salvaguardare l’export elevetico non cercando però di perdere comunque quel piccolo vantaggio economico della propria moneta.

L’obiettivo è stato poi possibile anche grazie alla crescita economica europea. Essa ha inoltre permesso di stabilizzare la situazione proprio lì dove il governo svizzero aveva puntato da subito. A maggior ragione si confermano le indiscrezioni che volevano come su questa caduta abbiano anche influito i tassi negativi applicati sulla moneta svizzera e, di contro, agli ingenti investimenti in monete estere.

Scelta saggia? Forse nel lungo periodo.

Categorie
Economia

Foot Locker chiude ma poi riapre, perché?

Di Claudio Stoduto

Sembra strano, ma Foot Locker chiude circa 110 negozi per poi aprirne altri 40 del tutto nuovi in alcune aree più redditizie.

Non é una barzelletta, come potrebbe realmente sembrare, ma la mossa di Foot Locker di chiudere tanti negozi per poi aprirne di altri é vera e concreta. Fa scalpore la notizia per cui nel 2018 il colosso della vendita di scarpe ed accessori andrebbe a chiudere la bellezza di ben 110 negozi. La causa? Ovviamente la Rete e lo sviluppo online del retail che ha letteralmente ammazzato il mercato dei centri fisici.

Tuttavia non si parla di crisi, almeno non in maniera così tanto decisa, bensì della particolare scelta del noto brand. Infatti per 110 esercizi che vengono chiusi, ne verranno aperti ben 40 nuovi riassestati per vari aspetti. In primo luogo é stato modificato il luogo di collocazione, spostandolo verso quei territori che in molti hanno definito come più costosi (parlando di costi fissi) ma redditizi nelle vendite. Successivamente sono stante ampliate le partnership esclusive per la diffusione di alcuni modelli di scarpe uniche per il mercato. Questa mossa mira notevolmente a voler creare una sorta di affezionamento nei confronti del brand e delle sue politiche di azione sul mercato.

Quella della chiusura e poi della riapertura non é una tecnica del tutto nuova per l’azienda. Infatti già nel 2017 erano stati chiusi la bellezza di 147 store a livello globale per poi vederne aperti ben 94 di nuova concezione. Stesse politiche, stesso ragionamento e stessi risultati. Per il momento sta funzionando, nonostante la crisi dell’intero settore, vedremo poi nel lungo periodo.

“La crisi che sta caratterizzando il settore della grande distribuzione non accenna a diminuire”, ha dichiarato Richard Johnson. “I consumatori cercano esperienze, cercano prodotti alla moda. E tutte queste cose le vogliono subito”.

Categorie
Economia

Bank of Amazon: in arrivo nelle prossime settimane?

Di Claudio Stoduto

Non é una burla a quanto pare ed Amazon sembra pronta ad entrare nel mondo finanziario con la sua Bank of Amazon.

Amazon ed il concetto di banca, un’associazione poi non così lontana visto che Bank of Amazon potrebbe diventare presto realtà. Si avete letto bene perché il buon Jeff Bezos, dopo essere diventato ufficialmente l’uomo più ricco del mondo, non vuole fermarsi qui.

Infatti, stando a quanto riportato in queste ore dal Wall Stree Journal il colosso dell’e-commerce potrebbe essere in procinto di scendere in campo anche in questo settore. Le indiscrezioni parlano addirittura di una serie di accordi con JP Morgan Chase per poter offrire un conto corrente a tutti i propri utenti. 

Per voi potrebbe essere una pazzia, lo so. Tuttavia un sondaggio del LendEDU ha confermato come il 45% degli utenti intervistati non avrebbero problemi nell’usare il servizio di Amazon come strumento finanziario principale, anzi. Ovviamente é tutto in una fase embrionale, statica ed in cui é difficile tirare fuori qualsiasi dettaglio ulteriore. Bezos però sappiamo quanto possa essere una sorta di cavallo pazzo del settore e di quanto anche, allo stesso tempo, tenga molto alla sua clientela.

Personalmente non lo vedrei come una mossa del tutto sbagliata. Integrare questo genere di prodotto, parlando sempre con il condizionale, potrebbe risultare un grande vantaggio ai fini di acquisto sullo store. Gira e rigira i soldi sarebbero sempre sulla stessa piattaforma, ma a livello economico avete presente che razza di interessi e liquidità potrebbe maneggiare questa fantomatica banca?

Vedremo.

Categorie
Economia

Snap: ancora in perdita ma il Q4 2017 é da +72% nei ricavi

Di Claudio Stoduto

Snap, la società che ruota intorno al polare Snapchat, chiude il quarto trimstre del 2017 con un +72% dei ricavi.

Contro ogni aspettativa, contro ogni attesa e contro ogni più rosea visione, Snap ha chiuso con un bel segno positivo lo scorso anno nonostante la concorrenza lo stia letteralmente mangiando piano piano.

Il plus é stato dato al buon numero di nuovi utenti raggiunti che hanno permesso al titolo di crescere ulteriormente a Wall Street con un segno + che si aggirato intorno al 28%. Un dato non trascurabile figlio però delle tante fluttuazioni che il mercato dei social media, in ambito finanziario, ha ancora oggi. Lo stesso periodo del 2016, il Q4, l’azienda aveva raggiunto circa 166 milioni di dollari di ricavi contro i 253 del 2017. Rimangono alte, forse troppo, le perdite a testate introno ai 350 milioni ed in forte aumento.

Abbiamo parlato della concorrenza, in parte, e proprio per questo gli investimenti fatti dalla società sono mirati ad una nuova veste. Oltre alla produzione di supporti hardware, ci si sta concentrando sulla realizzazione di un look completamente nuovo per la piattaforma che sia in grado di poter attrarre ulteriori nuovi utenti e, allo stesso tempo, anche scoprire di altri al suo interno.

Dal mio punto di vista, Snap sopravvive per le incertezze finanziare del mercato dei social media. Il suo uso, almeno qui in Europa, é calato tantissimo a causa di Instagram. Recuperare questo svantaggio, oggi, forse sembra impossibile. L’unica strada da seguire potrebbe essere quella dell’innovazione anche se…

Categorie
Economia

Netflix supera i 100 miliardi di capitalizzazione

Di Walter Tomiati

Il 2017 è stato un anno da record per Netflix e la propria crescita non esita a rallentare.

Netflix

Netflix, il famoso servizio di streaming che tutti ormai conoscono, vola in borsa grazie agli oltre 8 milioni di nuovi abbonati che si sono iscritti solo nell’ultimo trimestre del 2017, due dei quali solo negli USA. Il ritocco al rialzo dei prezzi non ha avuto alcun impatto sugli utenti, dando alla società californiana un forte segnale di fedeltà. Le quotazioni del titolo hanno avuto un balzo del 9% superando i 100 miliardi di capitalizzazione, con una crescita importante anche per ricavi ed utili. Nel dettaglio i ricavi ammontano a 3,29 miliardi di dollari, con un aumento del 33% rispetto allo stesso periodo del 2016; gli utili invece hanno raggiunto i 185,5 milioni di dollari contro i 66,7 milioni dell’anno precedente.

Un successo che deriva principalmente dalla qualità dei contenuti proposti, come elogiato dalla stessa società: “A soli cinque anni dal lancio della nostra prima serie originale, Netflix può contare sul fatto che tre dei cinque show televisivi più ricercati a livello globale è sua per il secondo anno consecutivo“. Proprio per questo motivo sono stati già preventivati 8 miliardi di investimenti per le produzioni di questo anno. Un dato interessante riguarda anche il tempo medio speso da ogni utente sulla piattaforma che è cresciuto anch’esso del 9%. Tutti elementi positivi che favoriscono le aspettative per questo 2018 nonostante la crescente concorrenza stia affilando le armi, Amazon e Disney in primis; proprio quest’ultima dal 2019 chiuderà i rapporti con Netflix per puntare a diventare un colosso anche nel mercato dello streaming video.

I dati completi sono consultabili qui.