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Il lungo declino della SwiftKey

SwiftKey è una della migliori tastiere mai realizzate per dispositivi Android e che permetteva tutta una serie di personalizzazioni e comodità che ancora oggi Google non ha introdotto nella tastiera stock.

swiftkeyFino a quando l’applicazione era disponibile solo ed esclusivamente a pagamento, funzionava in maniera eccellente. Mai una pecca, mai un impuntamento ed una fluidità mostruosa. Da quando invece il software è diventato gratuito con gli acquisti in-app ahimè tante cose sono cambiate, purtroppo in peggio.

Sono stati introdotti i temi per rimanere in tema (scusate il gioco di parole) con la concorrenza; sono state introdotte le emoji interne, per rimanere in tema con la concorrenza; è stata inserita una sincronizzazione cloud per il mantenimento del proprio dizionario, per rimanere in tema con la concorrenza; è stata introdotta la tanto amata funzione Swipe, per rimanere sempre in tema con la concorrenza.

Insomma tante novità ma nessuna di rilievo o nessuna che è stata introdotta per prima su questo software. Oltre questo le implementazioni sono state pessime, tanto che molti estimatori, come il sottoscritto, hanno provveduto a disinstallarla dai propri dispositivi.

Paradossalmente, non riesco a spiegarmene il motivo, se installata su dispositivi con una grande dotazione hardware tipica degli ultimi top di gamma, la SwiftKey fa decisamente più fatica rispetto agli smartphone meno dotati. Oltre questo il sistema delle emoji è pieno di lag in una maniera incredibile e si i temi, per quanto possa apprezzare la funzionalità, sono sotto la sufficienza.

Vi chiederete: “Almeno su iOS funzionerà da Dio?”, no. Nemmeno sul sistema più fluido per eccellenza, almeno sulla carta, la SwiftKey ha ottenuto il successo sperato.

Insomma come avrete capito sono stato sedotto ed abbandonato da questa software house e come me tanti altri amici/colleghi che purtroppo hanno amato ed ora odiato la tastiera più bella e funzionale che potevamo avere su Android.

Claudio Stoduto

Amo la tecnologia e lo sport. Scrivo ed ho fondato InstaNews dopo una serie di esperimenti personali e di esperienze in blog del settore.