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Recensione: ASUS Zenfone Max

ASUS Zenfone Max

Da qualche giorno sto provando con moltissimo piacere un prodotto di fascia media e che offre delle prestazioni generali ottime ad un prezzo decisamente contenuto. Sto parlando dell’ASUS Zenfone Max, un dispositivo che fa dell’autonomia il suo cavallo di battaglia.

Confezione:

Al suo interno troviamo il semplice cartonato e curato di ASUS con un cavo USB-microUSB, un alimentatore da 1A (che ricaricherà lo smartphone molto lentamente), delle cuffie di media qualità ed un cavo OTA che vi permetterà, oltre di scambiare file con una chiavetta USB, di ricaricare un altro smartphone.

Design e dimensione:

Il dispositivo monta un display da 5,5 pollici che analizzeremo dopo nel dettaglio e che ne rende impegnative le dimensioni. Parliamo nel dettagli 156 x 76,5 x 10,6 mm con 202 grammi di peso. Il retro è tondeggiante e leggermente gommato, il che aiuta moltissimo la presa che rimane salda e, passatemi il termine, “ben piazzata” fra le mani.

A livello estetico è abbastanza curata sebbene si tratti sempre del classico Zenfone di ASUS. Come detto in precedenza, la back cover mi piace moltissimo e lo rende decisamente meno economico rispetto anche ad altri modelli della stessa azienda.

Hardware:

Non abbiamo una componentistica spinta e da top di gamma, ma nonostante questo lo smartphone si difende molto bene. Troviamo smontato un processore collaudato come lo SnapDragon 410 quad-core da 1,2 GHz ed una GPU Adreno 306 coadiuvati 2 GB di RAM e 16 di memoria interna espandibile via microSD. Le prestazioni sono buone, non è un fulmine di guerra, come detto prima, ma non ho mai riscontrato problemi in queste settimane d’uso.

Il display è da 5,5 pollici con una semplice risoluzione HD che purtroppo, rispetto ad altri concorrenti, permette di vedere un po’ troppi pixel sullo schermo. I colori sono abbastanza fedeli e gli angoli di visione sono buoni, peccato solamente per il difetto precedentemente descritto.

Concludiamo con un sensore di prossimità. un piccolo led di notifica, il Wifi nella versione ac (con una ricezione nella media), Bluetooth 4.0 ed un supporto alle reti LTE di categoria 4 (fino a 150Mbit in download) per entrambe le sim card inseribili al suo interno.

Software:

All’interno di questo dispositivo abbiamo Android 6.0.1 equipaggiato con la pensatissima ZenUI di ASUS. Non sono un grande fan del software dell’azienda taiwanese e proprio per questo ho optato, dopo qualche giorno di utilizzo, nella scelta di Nova come launcher predefinito. Attenzione perchè non sto parlando di un software incompleto, invasivo o altro, ma solamente di un qualcosa di troppo invasivo a mio modo di vedere. Il bloatware è ben presente, ma allo stesso tempo quasi tutte le applicazioni inutili sono disinstallabili.

Fotocamera:

Nel retro abbiamo un sensore da 13 megapixel che, a detta di molti, abbiamo già visto sullo Zenfone 2. Personalmente non ho trovato dettagli che confermano queste affermazioni e di conseguenza mi limito a confermare la bontà del sensore. Sono sincero, mi aspettavo delle foto nettamente inferiori mentre questo ASUS Zenfone Max è riuscito a stupirmi. Le fotografie sono di buon livello con luce ottima e discrete la notte. I video sono sufficienti, niente di più.

La camera anteriore è da 5 megapixel ed offre delle fotografie sufficienti, niente di più.

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Autonomia:

Lo smartphone monta una batteria enorme da ben 5000 mAh che vi garantisce quasi 6 ore di schermo acceso su una base di 21 di utilizzo generale. Se lo utilizzate più in maniera adeguata farete sicuramente due giorni di utilizzo, quasi 3.

Videorecensione:

Conclusioni:

Lo ammetto è uno smartphone che mi ha stupito per molti aspetti e che mi sento di consigliare. Il suo prezzo è di 229 euro sullo store ufficiale di ASUS, mentre online lo trovate a molto meno. Il mio consiglio è quello di acquistarlo nel modello italiano, in modo da non avere problemi con le bande per gli operatori telefonici. Si tratta di uno smartphone bilanciato, ben costruito e che nel complesso offre delle ottime prestazioni.

Claudio Stoduto

Amo la tecnologia e lo sport. Scrivo ed ho fondato InstaNews dopo una serie di esperimenti personali e di esperienze in blog del settore.