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Urgano Harvey: servizio gratuito per le persone colpite

Durante la giornata di ieri, le maggiori compagnie telefoniche americane hanno iniziato ad offrire il proprio servizio gratuitamente nelle aree colpite dall’uragano Harvey che si sta abbattendo sul Texas in questi giorni.

Uragano Harvey - Copyright REUTERS/ Andrees Latif

© REUTERS/ Andrees Latif

La Commissione Federale per le Comunicazioni (FCC), ha riportato che in tutta la regione il 69% delle celle telefoniche sono in funzione. Dove però è passato l’urgano, solo il 5% è operativo.

Il Wall Street Journal ha riferito che le tre grandi compagnie telefoniche americane offriranno il proprio servizio gratuitamente fino al primo di settembre. Sprint offre tutti i servizi in modalità completamente gratuita, T-Mobile offre chiamate e messaggi illimitati alle persone nelle zone colpite dal tornado, e a chi tenta di raggiungerli, mentre Verizon estende il periodo dell’offerta all’8 dello stesso mese.

Anche AT&T sta aiutando le persone colpite offrendo crediti per avere più dati, minuti e messaggi ai clienti AT&T wireless, mentre solo più minuti e messaggi ai clienti AT&T PREPAID.

Tutte le compagnie stanno facendo il possibile per rendere disponibile il proprio servizio nelle zone colpite da Harvey, ma non è facile a causa delle instabili condizioni meteo, e delle strade fuori uso in gran parte del paese.

Verizon afferma di aver innalzato il numero di tecnici in Texas, per far fronte ai danni e riparare il tutto al più presto.

Come anticipato, la rete elettrica è fuori uso in molti posti in Texas, ma i generatori di backup funzionano e i fornitori di rifornimento sono in attesa per garantire che le strutture continuino a funzionare.

I generatori di riserva da installare sono pronti, ma si aspetta ad azionarli, perché non si sa cosa succederà nei prossimi giorni, dato che il tornado si è creato da poco tempo, ed è ancora “giovane”.

Si consiglia comunque di utilizzare i messaggi al posto delle chiamate, per ridurre il traffico e tenere le linee libere.

Via 9To5Mac