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Cala il sipario su Romano Fenati il cacciabombardiere

Cala definitivamente il sipario su Romano Fenati, il pilota che doveva rilanciare il motociclismo italiano.

Caro Romano Fenati addio. Sarebbe la giusta fine a quanto visto sino ad oggi in merito al pilota di Ascoli Piceno che aveva il grande compito di rilanciare, a suo tempo, il motociclismo italiano. Un talento cristallino in pista con delle linee che mai nessuno vedeva all’esterno ma di contro un carattere troppo difficile da gestire ed una testa troppo calda da mantenere in pista a 200 chilometri orari con la vita a rischio.

Senza ombra di dubbio si è bruciato con le sue mani. Prima con la Vr46 Academy di Valentino Rossi ed oggi con il progetto della MV Augusta. Aveva fra le mani un’opportunità che in molti avrebbero voluto cogliere e che invece gli sfumerà per l’ennesimo comportamento folle. Purtroppo uno dei problemi del buon Romano è proprio questo: essere recidivo. Fosse stato un caso isolato e molto meno grave sarebbe stata giusta la punizione, ma qui parliamo di un pilota che quando vedere rosso non ne vuole sapere ed ha letteralmente rischiato di uccidere un collega.

Quando lo dovevamo elogiare non c’era alcun problema, idem quando andava cazziato per i doverosi motivi. Come ha detto il buon Zoran di Sky in fase di commento, Fenati ha smesso di essere il cacciabombardiere di tutti noi italiani quando ha preso quella decisione. Di conseguenza il licenziamento e la revoca del contratto con MV Augusta, per noi, sono state più sensate che mai. Eppure tutti avevamo detto che a suo tempo, dopo il licenziamento da parte dell’Academy di Valentino Rossi, il gruppo di Rossi avesse solamente esagerato ed invece…

Difficile, molto difficile rivedere prima o poi un Fenati nuovamente in pista.

Claudio Stoduto

Amo la tecnologia e lo sport. Scrivo ed ho fondato InstaNews dopo una serie di esperimenti personali e di esperienze in blog del settore.