Recensione: OnePlus 6 con Android 9 Pie

OnePlus 6 non ha perso il suo fascino in questi 5 mesi dall’uscita, anzi fa parlare ancora di se per il rapidissimo rilascio dell’ultima versione di Android 9 Pie. Uno smartphone che è capace di regalare davvero tante emozioni e che tiene testa ai numerosi top gamma presenti sul mercato.

OnePlus 6

Confezione:

Il feeling positivo con questo smartphone inizia fin da subito partendo proprio dal box, il quale è davvero ben curato. All’interno viene fornito l’alimentatore Dash Charge 5V/4A con abbinato un bellissimo cavo USB Type-C colorato di rosso. Insieme agli opuscoli cartacei troviamo la graffetta di metallo per introdurre le SIM e una cover in silicone semi-trasparente; Assenti invece gli auricolari, che sono acquistabili separatamente anche dallo store ufficiale.

Design e dimensione:

Il modello che ho ricevuto in prova è il Midnight Black ovvero quello con il retro in vetro satinato, a differenza del Mirror Black che invece ha l’effetto lucido. La sensazione al tocco è davvero fantastica e si percepisce in pieno l’eccellente qualità costruttiva; in mano si tiene abbastanza bene, le dimensioni (155.7 x 75.4 x 7.8 mm) e il peso (177g) sono abbondanti ma non esagerati da compromettere l’ergonomia.

Frontalmente OnePlus 6 riprende il design del predecessore, differenziandosi principalmente per l’introduzione del notch. Sui lati cambia anche la disposizione dei tasti: a destra sono presenti lo slider per controllare la suoneria e il tasto di accensione/spegnimento mentre a sinistra è collocato il bilanciere del volume al di sotto dello slot delle due SIM. Nella parte inferiore troviamo il jack audio da 3.5mm vicino all’ingresso USB Type-C 2.0 e allo speaker mono; Infine posteriormente sono state implementate due ottiche, leggermente sporgenti, oltre al sensore per le impronte digitali.

L’azienda inoltre ha specificato che OnePlus 6 è resistente ai liquidi ma non vi è nessuna certificazione a riguardo, attenti quindi alle cadute in acqua.

Hardware:

Il principale punto di forza di questo dispositivo è la dotazione hardware eccellente, che ha come base il processore Qualcomm Snapdragon 845 Octa-Core da 2.8GHz. A seconda della versione scelta la RAM può essere da 6 o 8Gb, entrambe con tecnologia LPDDR4X; discorso simile per la memoria interna, non espandibile e di tipo UFS 2.1, che è disponibile nei tagli da 64, 128 o 256Gb. Ottimo il comparto grafico grazie alla GPU Adreno 630, che riesce a gestisce perfettamente tutti i titoli anche per merito della risoluzione Full HD+ del display (non esagerata).

Infatti OnePlus 6 ha uno schermo da 6.28 pollici con rapporto 19:9 che si ferma a soli 2280 x 1080 pixel, ma ai nostri occhi si mostra in tutta la sua bellezza con colori brillanti e un’ottimo contrasto grazie all’adozione di un pannello Optic AMOLED; Inoltre l’illuminazione è così elevata da garantire la perfetta leggibilità anche nelle giornate più soleggiate. Per i più esigenti è disponibile un’intera sezione nelle impostazioni dedicata alla calibrazione: si può scegliere tra predefinito, sRGB, DCI-P3, adattiva e colore personalizzato. Decisamente utili anche le Modalità Notturna e Lettura, che ci aiutano a non affaticare la vista in queste occasioni, come l’Ambient Display, per dare una rapida occhiata alle notifiche ricevute (presente anche il led personalizzabile).

Le specifiche tecniche prevedono anche lo standard LTE di categoria 16 (1Gbps in download, 150Mbps in upload) con supporto Dual SIM, il Wi-Fi ac dual-band, il Bluetooth 5.0, il GPS A-GLONASS Galileo, l’NFC.

Fotocamera:

La fotocamera principale è formata dai sensori Sony IMX519 e Sony IMX376K che, grazie al lavoro di squadra, restituiscono scatti convincenti. Scendendo nei particolari, entrambi hanno apertura f/1.7 ma il primo è da 16 megapixel con stabilizzatore ottico e pixel da 1.2um mentre il secondo è da 20 megapixel e pixel da 1.0um. Quest’ultimo ha il compito di raccogliere le informazioni sulla profondità di campo per poi gestire l’effetto bokeh, e non ha nulla a che vedere con lo zoom 2X presente nell’interfaccia grafica che è purtroppo digitale. Tralasciando questo aspetto che può trarre in inganno, la qualità fotografica è da vero top di gamma con un’ottima anche se in alcune situazioni non raggiunge l’eccellenza. In automatico fa correttamente il suo lavoro a patto di avere una corretta illuminazione ambientale mentre, come prevedibile, perde la sua efficacia con il diminuire della luminosità ambientale. L’applicazione è una delle più semplici da utilizzare e prevede anche la scelta dei parametri manuali, chiamata Modalità Pro, tra cui bilanciamento del bianco, esposizione, HDR, ISO, messa a fuoco; Apprezzabile anche la possibilità di salvare nel formato RAW.

Naturalmente anche i video non possono che essere estremamente positivi, merito dell’ottimo hardware descritto sopra. La registrazione può avvenire fino alla risoluzione 4K 60FPS con audio stereo ma una durata massima di 5 minuti, mentre arriva a 10 minuti impostando i 30FPS. Discorso differente invece per lo Slow-Motion che arriva a 480FPS in HD oppure 240FPS in FullHD.

Il notch racchiude al suo interno un sensore Sony IMX371 anch’esso da 16 megapixel e apertura f/2.0. OnePlus 6 si dimostra all’altezza delle aspettative anche in questo campo, con scatti frontali degni di nota. Purtroppo la Modalità Ritratto va ulteriormente migliorata poiché a volte ha sbagliato a scontornare lo sfondo dal soggetto in primo piano.

Software:

Il produttore cinese si è sempre dimostrato attento agli aggiornamenti dei propri dispositivi e anche in questo caso è stata davvero tempestiva: OnePlus 6 infatti è uno dei primi ad aver ricevuto Android 9 Pie in versione stabile attraverso la nuova versione OxygenOS. Le novità presenti sono numerose a partire dalla nuova interfaccia grafica e al nuovo sistema di gestures per la navigazione, che si aggiunge al metodo simile sviluppato già in precedenza da OnePlus. Per anni infatti i tasti Back, Home e Multitasking ci hanno accompagnato nell’utilizzo di Android mentre da ora è possibile fare uno swipe dal basso verso l’alto per gestire le applicazioni in background mentre per passare da un’app ad un’altra basta fare uno swipe da sinistra verso destra o viceversa. E’ indiscutibile che questo nuovo metodo, non attivo tra le impostazioni di default, rende più facile l’utilizzo ad una sola mano. Inoltre Android 9 Pie introduce l’Adaptive Battery, l’evoluzione di Doze, un sistema di intelligenza artificiale che limita le applicazioni meno utilizzate a seconda delle nostre abitudini.

Naturalmente ci troviamo sempre di fronte ad una interfaccia utente che si avvicina molto a quella stock con alcune personalizzazioni che migliorano l’esperienza di utilizzo. Una fra queste è lo sblocco con il volto, fulmineo anche di notte grazie all’aiuto dato dalla luminosità del display (effetto flash). Inutile dirvi poi che con 8Gb di RAM non ho mai avuto problemi di ricaricamenti passando tra le app in memoria oppure di attesa nell’apertura da zero delle stesse per merito dello Snapdragon 845: l’hardware è talmente prestante che difficilmente può essere messo in crisi e l’esperienza di utilizzo va oltre il cosiddetto fluido.

Autonomia:

Nel paragrafo sopra vi ho parlato dell’Adaptive Battery che fa coppia con i 3300mAh sotto la scocca: il risultato è una resa ottima, portandovi senza nessun tipo di problema a sera con circa il 20/25% residuo. Durante le mie prove sono riuscito a raggiungere le 7 ore di schermo con un utilizzo piuttosto intenso e senza nessun tipo di risparmio energetico manuale. Purtroppo non ho potuto misurare la differenza di autonomia tra la precedente versione Android Oreo 8.1 e la nuova appena rilasciata ma, indubbiamente, è stato fatto un buon lavoro di ottimizzazione. Per quanto riguarda la ricarica se ci affidiamo al caricatore proprietario Dash Carge in mezz’ora si recupera il 50%, per poi completarla al massimo in circa 80/90 minuti.

Conclusioni:

Nonostante i 5 mesi che ha già alle spalle OnePlus 6 è tutt’ora uno tra gli smartphone migliori sul mercato, dotato di un’incredibile potenza sotto il cofano. La forza bruta è una caratteristica fondamentale di questo prodotto, esattamente come i modelli precedenti, che nell’atto pratico regala emozioni davvero forti anche se non è esente da alcune piccole sbavature. Mi sto riferendo alla fotocamera che poteva essere curata diversamente, magari sfruttando maggiormente il secondo sensore, oltre alla porta USB Type-C 2.0 che non supporta l’uscita video. Tuttavia sono piccolezze che si possono concedere, Sono dovuti scendere a qualche compromesso per mantenere il prezzo altamente competitivo; La scheda tecnica da primato, gli aggiornamenti puntuali, l’ottimizzazione e i vari miglioramenti d’altro canto hanno un costo non indifferente.

OnePlus è riuscita ancora una volta nell’impresa di avvolgere di magia il proprio prodotto, regalando ai propri clienti un’esperienza unica (cosa che riesce davvero difficile ad altri produttori Android). Per me OnePlus 6 è il migliore smartphone nella fascia dei 500€ e con l’imminente presentazione del successore 6T potrebbe essere ancora più appetibile, sopratutto agli occhi degli utenti che non cercano obbligatoriamente l’ultimissimo modello uscito.

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