Editoriali Tecnologia

Un anno con Google Foto

Google Foto

Il nostro Filippo ci ha parlato di Google Foto e dei suoi numeri assolutamente rilevanti dopo un solo anno dal suo arrivo. Io però vi voglio parlare del mio uso e di come in un solo anno ho risolto un grandissimo problema che mi perseguitava da tempo.

Ho scaricato il software subito dopo la presentazione al Google I/O 2015, senza esitare sui problemi relativi alla privacy o per il fatto che si trattasse di “Google la spiona”.

Parlando dell’applicazione per dispositivi mobile si è evoluta in questi mesi, ma nel complesso l’esperienza d’uso è sempre rimasta più che soddisfacente. L’elemento che più apprezzo è sicuramente la visione mensile che raggruppa tutte le fotografie come fa da diverse versioni iOS con la sua app nativa Foto.
Usando molto lo smartphone trovo comodissima la possibilità di eseguire il backup di singole cartelle. Ad esempio potrò salvare anche tutte le foto inviate sui vari gruppi di Telegram o Whatsapp automaticamente, senza limitarmi invece a quelle del rullino.

Per essere però sicuro di aver caricato le foto giuste ogni mese mi metto un bel promemoria su Wunderlist e faccio una bella pulizia. In questo modo salvo solamente ciò che mi interessa senza avere doppioni o immagini stupide a cui magari non sono interessato. Alla fine è la scelta migliore per avere un backup pulito.

Spostandoci invece sul desktop il funzionamento è rapido, istantaneo e non mi ha mai creato problemi. Devo però dire che in un anno lo ho usato 4 volte, non di più. Ormai, non essendo un fotografo professionista, scatto la maggior parte delle foto con lo smartphone e qui l’upload avviene automaticamente senza che io gli debba dire o fare niente.

Per finire in molti mi hanno chiesto, e ne avevamo parlato anche su Twitter, quale delle due opzioni conveniva utilizzare per il salvataggio: se quella a dimensioni originali, che va quindi ad occupare spazio sul nostro piano di Google Drive, o quella gratuita che però scala le immagini ed i video comprimendoli parecchio.
Beh, essendo il mio unico backup, preferisco la prima opzione. Sin dal primo utilizzo ho impostato in questo modo il servizio e non ho mai pensato di passare al piano gratuito, piuttosto pago quei pochi euro di Google Drive che uso costantemente anche per altro, piuttosto che avere un’immagine deteriorata nella qualità.

In conclusione dopo un anno io ne sono soddisfattissimo e soprattutto ora so dove sono le mie foto in qualsiasi momento. Purtroppo, essendo pigro e sbadato, ho perso parecchie foto negli anni passati per backup persi o supporti che smisero di funzionare. Mi sembra inutile dire che ho esteso la sincronizzazione a tutta la famiglia in modo tale che ognuno di noi, con il proprio account Google, possa accedere a tutte le foto contemporaneamente ed inviarle tramite il Chromecast sul TV di casa.

Cosa gli manca? Al momento nulla e per il mio uso mi sento più che soddisfatto di questo servizio già così come è ora.

About the author

Claudio Stoduto

Amo la tecnologia e lo sport. Scrivo ed ho fondato InstaNews dopo una serie di esperimenti personali e di esperienze in blog del settore.