Hardware

Recensione: Xiaomi Redmi 3 Pro

Xiaomi Redmi 3 Pro

Da qualche settimana sono riuscito a mettere le mani su un dispositivo a mio avviso molto interessante specialmente per il prezzo di vendita a cui viene proposto, lo Xiaomi Redmi 3 Pro. Si tratta di un dispositivo appena sopra la fascia iniziale proposta da Xiaomi e che si differenzia dal modello Redmi 3 per 1GB di RAM in più, 16GB di storage in più ed un sensore per le impronte digitali nel retro.

Confezione:

All’interno della confezione di vendita abbiamo il classico contenuto a cui ormai la stessa Xiaomi xi ha abituato: niente cuffiette che vengono vendute a parte per circa 13 euro. Tuttavia trovo che la modifica del cartonato di vendita, passato dal bellissimo cartoncino riciclato a questo molto simile ai prodotti di Apple, abbia reso più anonima la stessa confezione, peccato.

Design e dimensione:

Parlando del design Xiaomi Redmi 3 Pro è uno smartphone “anonimo”, se lo paragoniamo ad esempio al Mi Note o al nuovo Mi 5. Va però detto che si tratto di un prodotto della linea Redmi, da sempre più economica della linea Mi e su cui l’azienda ha decisamente puntato sempre meno per quanto riguarda il design. Forse il mantenimento della trama romboidale nel retro, come per il modello Redmi 3, lo avrebbe aiutato da questo punto di vista.

A livello dimensionale invece è perfetto. Tutti i pulsanti sono facilmente raggiungibili con le dita ben posizionate e l’uso ad una mano è perfetto. Passando ad i dati tecnici lo smartphone misura 139 x 69,6 x 8,5 mm ed un peso complessivo di 144 grammi ben ripartiti.

Parlando infine della costruzione si può dire che lo smartphone è abbastanza solido, ma allo stesso tempo il metallo utilizzato sembra quasi finto e scivoloso. L’utilizzo di una cover a mio parere è essenziale per non rovinare lo smartphone anche se, in poche settimane, ho notato dei segni che al momento ancora non riesco a spiegarmi nonostante la mia costante attenzione.

Hardware:

Come già detto, Xiaomi Redmi 3 Pro è un prodotto di fascia media-bassa. Lo smartphone presenta due facce legate di più probabilmente al software non ancora ottimizzato e pieno di bug. Lo SnapDragon 616 ed i 3GB di RAM rendono abbastanza fluida l’esperienza d’uso; non ci sono particolari impuntamenti ed il giga in più di RAM sicuramente aiuta nella gestione della memoria.

Parlando del display si tratta di un’unità da 5 pollici con risoluzione HD (1280×720) che sfrutta la tecnologia LCD. Xiaomi non mi ha mai deluso da questo punto di vista e nemmeno questo pannello mi ha creato dei problemi presentando dei buoni colori ed una definizione giusta per la dimensione.

Analizziamo ora con il comparto ricettivo: il segnale telefonico è assolutamente ottimo, io sono sempre stato tranquillamente in 4G con Vodafone con un segnale quasi del tutto pieno che si traduce in un’ottima qualità delle chiamate ed un segnale sempre stabile e presente; il Bluetooth 4.1 funziona in maniera ottimale così come il GPS che è fulmineo.

Concludiamo quindi con il sensore delle impronte digitali, il primo che provo nel retro di un prodotto. Funziona decisamente bene e su una scala di 10 tentativi 9 volte riconosce perfettamente il dito. La collocazione a mio parere è perfetta, credetemi se vi dico che vi ritroverete il dito sempre li a portata di tocco.

Software:

Come vi ho accennato, lo smartphone da questo punto di vista è assolutamente imperfetto. Ho effettuato tutti i miei test con la ROM stabile di Xiaomi.eu, nello specifico la versione MIUI 7.3.1 che mi ha convinto in parte. Il sistema ogni tanto pare addormentarsi, un esempio ve lo posso riportare nella digitazione con la tastiera che però viene risolto se ne disabilitate la vibrazione, insomma ci dovete smanettare parecchio.

In un primo momento, non essendo ancora disponibile ad oggi al momento della recensione la ROM Global, vi arriverà con il bootloader bloccato e di conseguenza, se vorrete installare come me la ROM di Xiaomi.eu, dovrete ricorrere allo sblocco tramite una procedura tutt’altro che facile ed intuitiva. L’alternativa è quella di utilizzare un software ricco di spazzatura in cinese che a noi, in Europa, serve a meno di zero.

A parte quegli sporadici abbiocchi, lo smartphone si comporta come tutti gli Xiaomi. Il sistema è altamente personalizzabile attraverso i temi e le applicazioni di default funzionano comunque molto bene. Se proprio devo essere pignolo la gestione dei dpi non è eccezionale ma con Nova risolvete tranquillamente tutto.

Fotocamera:

Provenendo da una serie di opinioni non del tutto positive riscontrate dai colleghi, mi aspettavo una fotocamera sottotono. Invece la posteriore da 13 megapixel e l’anteriore da 5 megapixel si comportano decisamente bene. L’assenza dello stabilizzatore si può far sentire durante le foto in notturna, che non sono eccezionali, ma per il resto le fotografie sono decisamente superiori alla media della categoria di prezzo.

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Autonomia:

4100mAh, un processore poco esoso ed un display da 5 pollici in HD sono tutti elementi che ci permettono di arrivare anche a due giorni d’uso. Per i più affezionati ai dati tecnici arriviamo tranquillamente alle 5:30/6 ore di schermo attivo con un uso massiccio dello smartphone, insomma numeri da capogiro.

Videorecensione:

Conclusioni:

Concludiamo questa recensione dicendo che, come tutti i prodotti Xiaomi, questo Xiaomi Redmi 3 Pro è un prodotto valido ma da saper utilizzare, specialmente ora che non possiede ancora la ROM Global. Lo smartphone nello specifico si comporta molto bene e se lo rapportate al prezzo di vendita, che oggi si aggira fra i 160 e 180 euro, noterete subito come si tratti di un prodotto molto completo per la sua fascia di prezzo e che ha poco a che vedere con altri terminali con cui si scontra.

Ve lo consiglio? Assolutamente si.

About the author

Claudio Stoduto

Amo la tecnologia e lo sport. Scrivo ed ho fondato InstaNews dopo una serie di esperimenti personali e di esperienze in blog del settore.