Hardware

Recensione: Honor 8 Pro

Honor mi ha stupito con Honor 8 ed ora mi ha pienamente convinto con la nuova versione “maggiorata” Honor 8 Pro. Vi anticipo che mi sono innamorato di questo prodotto.

Confezione:

La scatola di Honor 8 Pro è particolare: in pochi passaggi si trasforma in un cardboard per sfruttare la tecnologia VR. Oltre questo all’interno troviamo: un cavo USB-USB Type-C e un alimentatore per la ricarica rapida 9V/2A.

Design e dimensione:

Honor 8 Pro è un prodotto dalle dimensioni importanti, che si sente ma che, grazie al suo spessore (6,97 millimetri) rimane abbastanza utilizzabile. Sembrerà abbastanza sottile in mano, ma questo non va ad influenzare l’ergonomia. Essendo realizzato in metallo ci si potrebbe aspettare uno scivolamento tipico, invece no.

Il design è molto ispirato, non c’è molto da dire a riguardo. Sono scelte, può piacere o meno ed io personalmente lo apprezzo. L’unica cosa che non riesco a mandare realmente giù è la parte posteriore che, sebbene sia realizzata in metallo, rende l’idea di un prodotto economico. Peccato.

Hardware:

Honor ha puntato forte sul comparto hardware con un processore octa core Kirin 960 fino a 2,4 GHz, una GPU Mali G71 MP8 e ben 6 GB di RAM (LPDDR4). La memoria interna da ben 64 GB è realizzata con tecnologia UFS 2.1 che garantisce prestazioni ottime.

Abbiamo poi uno schermo da ben 5,7 pollici Quad HD (2560 x 1440 pixel) con tecnologia LTPS IPS. Prima vera definizione di questo livello per Honor che non ha fallito, anzi. Il pannello è brillante e a filo con la scocca riuscendo così a far risaltare ancora di più il contenuto presente su di esso. Ottimo anche il trattamento oleofobico, a differenza di altri prodotti dell’azienda, e bello l’effetto 2.5D al tatto sui bordi.

Per quanto riguarda la connettività abbiamo il supporto al LTE fino a 300 Mbps ed una ricezione ottima che è leggermente seconda solamente al P9 Plus, ad oggi ancora il mio riferimento. Completano poi il comparto il Wi-Fi ac a doppia banda e Bluetooth 4.2, nessun problema nemmeno con loro nell’uso quotidiano. Non manca il supporto alla doppia SIM con il tipico software dell’azienda ormai collaudato.

Fotocamera:

Honor 8 Pro è dotato di una doppia fotocamera da 12 megapixel ƒ/2.2 con sensore RGB e sensore in bianco e nero, un doppio led flash e il laser autofocus. Parlando di risultati, le foto sono ottime e mi sono piaciute in ogni situazione. Sono presenti degli ottimi dettagli e la doppia camera vi permette di realizzare degli ottimi scatti in bianco e nero oppure con un effetto sfocato molto intrigante. Buoni i videoin 4K, anche se rispetto alle foto risultano un po’ più impastati e l’assenza di stabilizzatore ottico un po’ si fa sentire. Infine con la fotocamera frontale da 8 megapixel che è risultata, buona e più luminosa anche della fotocamera principale.

Software:

Honor ha lavorato molto portando finalmente una UI ed una sua personalizzazione finalmente di alto livello. La EMUI 5.1 è ora molto più occidentale di quanto ci si potrebbe immaginare  ed ora abbiamo molte più funzioni che rendono più user friendly l’intero smartphone. Ottime le gesture, ottime funzionalità di base ed una serie di applicazioni realmente utili e che possono fare al caso di tutti. Rimane sempre l’ottima applicazione “Gestione telefono” che vi permette di gestire praticamente tutti gli aspetti legati alla batteria, alle performance e molto altro insomma vi dovrete sbizzarrire voi stessi come meglio credete.

Autonomia:

Il phablet Honor è dotato di una batteria da ben 4000 mAh che gli garantisce un’autonomia ottima in grado di superare la giornata anche con due SIM attive e notifiche in push costanti.

Videorecensione:

Conclusioni:

Honor 8 Pro non è una sorpresa ma una conferma. Si tratta di un ottimo terminale in tutti gli aspetti, è in grado di darvi parecchie soddisfazioni e non vi lascerà mai “a piedi”. Costa 549 euro di listino, ma spesso il prezzo online fluttua a molto meno. Cosa si potrebbe chiedere di meglio con questo hardware? Ottimo lavoro.

Claudio Stoduto

Amo la tecnologia e lo sport. Scrivo ed ho fondato InstaNews dopo una serie di esperimenti personali e di esperienze in blog del settore.