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Messi non è il solo colpevole del tracollo argentino

La sconfitta per 3-0 contro la Croazia segna quasi definitivamente il cammino dell’Argentina di Messi al Mondale 2018.

Il movimento calcistico argentino non meritava di essere a questo Mondiale 2018 o, se proprio vogliamo essere magnanimi, qualora ci fosse arrivato, non doveva presentarsi con questa rosa.

Dare la colpa a Messi per il tracollo sarebbe troppo facile. Lo stesso Maradona ha più volte incitato il numero dieci e capitano della squadra salvo non vedere mai realmente in campo il fenomeno che tutti conosciamo. Qualche sprazzo piccolo, piccolissimo e poi tanta, tanta confusione e svogliatezza. Più volte si è parlato di questa sua involuzione e la motivazione la conosciamo già tutti da tempo: il Barcellona ha una grande squadra di supporto, l’Argentina ha solo Messi. È facile poi fare il paragone con Cristiano Ronaldo ed il suo Portogallo dove lui, perlomeno, ci mette tutto tenendo in piedi una squadra intera.

Superato questo aspetto del singolo, la formazione fatta scendere in campo da Sanpaoli è stata a dir poco imbarazzante. In panchina c’era gente del calibro di Di Maria, Biglia e Dybala che potevano sicuramente sbilanciare meglio la squadra ed allo stesso tempo offrire molte più soluzioni rispetto al gioco statico che abbiamo visto. La difesa, con tutto il bene che si possa volere ad Otamendi e compagni, fa paura. A partire da Caballero, che ricordiamo non fa nemmeno il titolare al Chelsea, per arrivare agli unici due terzini che praticamente non spingono mai in nessuna partita. Fazio? Dopo un’altra stagione come quella vissuta a Roma avrebbe fatto meglio di chiunque altro lì dietro.

In questa Argentina c’è tanta, tanta politica e poco sport. Non dico che Icardi avrebbe risollevato la situazione vista la composizione degli attaccanti lì davanti, però allo stesso tempo anche Sanpaoli non è esente da colpe sia ora al Mondiale che prima in fase di costruzione della rosa. E noi che ci lamentavamo di Ventura…

Claudio Stoduto

Amo la tecnologia e lo sport. Scrivo ed ho fondato InstaNews dopo una serie di esperimenti personali e di esperienze in blog del settore.