Tecnologia

Su Android usate i servizi Lite di Facebook, ve lo dice la stessa azienda

Facebook ammette, forse, in maniera indiretta che le sue applicazioni su Android sono un po’ esose.

Con l’arrivo di Instagram Lite per Android, sinceramente mi sono iniziato a fare non poche domande in merito ai servizi offerti dalla compagnia di Zuckerberg. Questo perché non è affatto possibile che la società metta a disposizione per gli utenti una versione completa della propria applicazione salvo poi svilupparne una più leggera e meno carica di contenuti. Da qualche parte l’inghippo, per me, c’è e la posizione dell’azienda potrebbe anche in qualche modo portare verso questa strada.

Personalmente non mi bevo la questione legata all’uso delle applicazioni su quei telefoni poco prestanti a livello hardware e pensati per i mercati emergenti. No, grazie. Al netto della perdita di tante funzioni (realmente utili sta a voi dirlo) queste applicazioni poi funzionano persino meglio delle loro controparti originali. Eppure Facebook si impegna a sviluppare maggiormente la versione standard lasciando quelle Lite come se fossero delle normali web view leggermente modificate e customizzate. Alla fine sono loro il vero prodotto dell’azienda, mentre le versioni Lite dei semplici accessori.

Io però vedo la loro presenza sullo store di Google come se fosse semplicemente un caldo invito ad usare queste versioni qualora non si voglia incorrere in tutti quei “problemi” che Facebook comporta sui nostri smartphone. Dai consumi energetici anomali, una questione mai realmente risolta, fino alla potenziale tracciatura di tutto ciò che noi diciamo al fine di profilarci meglio per poi vendere i nostri dati. Che poi essi siano realmente presenti purtroppo non lo sapremo mai per davvero, tuttavia lasciamoci un piccolo barlume di speranza.

Insomma avete Android? Bene lasciate stare le versioni pompate ed inutili dei servizi Facebook originale. Dateci dentro, se li usate, con le versioni Lite e ne gioverete.

About the author

Claudio Stoduto

Amo la tecnologia e lo sport. Scrivo ed ho fondato InstaNews dopo una serie di esperimenti personali e di esperienze in blog del settore.