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Recensione: Wiko View 2, entry level che punta ai selfie

La fascia medio-bassa, giorno dopo giorno, si continua ad arricchire di dispositivi che possono essere apprezzati dagli utenti che cercano un buon compromesso tra prezzo e prestazioni: Wiko View 2 rientra in questa categoria tra luci e ombre.

Wiko View 2

Confezione:

All’interno della confezione troviamo un set di accessori standard: alimentatore 5V/1.55A, cavo micro-USB, auricolari con jack da 3.5mm e manuali cartacei. Nel sample che ho ricevuto mancava la spilletta per estrarre lo slot SIM, che è presente invece nei box dedicati alla vendita.

Design e dimensione:

Inutile negarlo, Wiko View 2 ricalca l’estetica di Essential Phone nella parte frontale e di iPhone X in quella inferiore e posteriore. Sotto i nostri occhi appare in maniera vistosa il notch, dalle dimensioni fin troppo esagerate: questo tipo di soluzione l’avrei potuta apprezzare solo se i bordi fossero stati davvero ridotti, ma non è il caso di questo smartphone. Meglio parlare del profilo esterno realizzato in metallo, interrotto nei quattro angoli dalle bande di plastica per favorire la ricezione, dallo slot dual SIM e dai tasti laterali ben posizionati. Devo fare i miei complimenti a Wiko per aver deciso di applicare al tasto di accensione una zigrinatura che lo rende facilmente riconoscibile al tatto anche se ho notato un piccolo scolorimento fin dal primo utilizzo.

Il retro invece può trarre in inganno, con diversi effetti luce a seconda dell’inclinazione e della luminosità ambientale: la plastica lucida a prima vista restituisce l’effetto vetro, ma siamo ben lontani dai pregi di questo materiale; Impronte e ditate si accumulano facilmente come del resto i piccoli graffi nell’utilizzo senza cover. Decisamente apprezzabile l’ergonomia che è direttamente proporzionale alle dimensioni ridotte (154.5 x 72 x 8.3 mm) e al peso contenuto (153g); In mano è solido e lo si utilizza davvero agevolmente mentre in tasca difficilmente lo noteremo (sopratutto in queste giornate estive).

Hardware:

La prima peculiarità di questo dispositivo è lo schermo da 6 pollici in formato 19:9, che va ad occupare circa l’80% della superficie frontale; Data l’elevata estensione Wiko ha deciso di adottare un vetro Corning Gorilla Glass 2.5D per assicurare maggiore protezione in caso di cadute accidentali. Purtroppo il display IPS, con angoli arrotondati, è leggermente inferiore alle aspettative per via della risoluzione HD+ (1528 x 720 pixel) ma questo difetto viene in parte compensato dalla luminosità massima più che buona, aiutata dal sensore di luminosità automatica che risponde correttamente in tutte le occasioni; Nella media anche la vividezza dei colori, con la possibilità di tarare manualmente la temperatura. Non manca un piccolo LED di notifica, che si nasconde a destra del notch. Guardando lo smartphone lungo gli altri lati troviamo nella parte posteriore il sensore di impronte digitali posto tra la fotocamera sporgente e il logo del produttore, nella parte inferiore i fori per microfono/speaker mono e l’ingresso micro-USB, infine nella parte superiore il jack audio.

Il processore Qualcomm Snapdragon 435 ci conferma la fascia medio-bassa in cui è posizionato il Wiko View 2; questo Octa-Core da 1.4GHz con core Cortex A-53 e GPU Adreno 506 ci consente comunque di lavorare senza grosse limitazioni, merito anche dei 3Gb di RAM che abbiamo a disposizione. All’interno abbiamo 32Gb di storage, con possibilità di espanderli (fino ad un massimo di 128Gb) tramite MicroSD che andrà inserita nello slot dedicato alla seconda Nano-SIM. Nella media anche la connettività grazie al supporto LTE categoria 6 (300Mbbs in download e 50Mbbs in upload), WiFi 802.11 b/g/n, Bluetooth 4.2, GPS.

Fotocamera:

Il tanto discusso notch circolare racchiude al suo interno una fotocamera da ben 16 megapixel con apertura f/2.0 che, unita alla tecnologia Big Pixel, è capace di restituire selfie ben dettagliati; In condizione di scarsa luminosità il sensore non fa miracoli e gli autoscatti diventano sufficienti solo per la condivisione social. Apprezzabile anche la possibilità di attivare l’HDR oltre alla modalità ritratto e bellezza volto.

La fotocamera posteriore, che normalmente è quella principale, su questo smartphone passa in secondo piano. Questo sensore infatti è inferiore a quello appena citato e si limita a soli 13 megapixel con apertura f/2.0, autofocus PDAF e flash LED. Complessivamente gli scatti sono poco preformanti, sopratutto se li confrontiamo con altri dispositivi della stessa fascia di prezzo; con un’illuminazione adeguata la situazione migliora solo in parte. Questa camera, oltre all’HDR, include anche la funzione Super Pixel che elabora velocemente più istantanee e le unisce in unico scatto da ben 52 megapixel; non manca lo scatto professionale (modalità manuale), lo scatto panorama, e la ripresa notturna.

Anche i video raggiungono di poco la sufficienza, nonostante il buon lavoro della stabilizzazione digitale: potremmo scegliere tra FullHD o HD ma in entrambi i casi le acquisizioni a 30fps sono poco nitide e mancano di dettagli. Tra le opzioni è presente il time-lapse mentre è assente lo slow-motion; interessante l’implementazione del live auto zoom: durante la registrazione di un video possiamo tracciare un’area che verrà zoomata e seguita anche in caso di (piccoli) spostamenti.

Software:

Wiko View 2 ha come sistema operativo Android 8.0 Oreo quasi del tutto stock ma con patch di sicurezza ferme a maggio 2018. Tra le poche personalizzazioni del produttore troviamo il Face Unlock, la gestione del notch e la modalità ad una mano ed alcune azioni rapide. Lo sblocco del volto funziona sorprendente bene: nonostante non ci siano sensori avanzati, il riconoscimento del volto avviene abbastanza velocemente e in quasi tutte le occasioni; Ovviamente in ambienti particolarmente scuri darà qualche problema e bisognerà ricorrere al lettore d’impronte digitali che, stranamente, risulta essere più lento nel riconoscimento.

Discorso differente invece per il notch: Android Oreo non lo supporta nativamente e l’implementazione fatta da Wiko non è esente da bug, sopratutto quando utilizziamo app a tutto schermo. A volte infatti troveremo visibile la barra di stato quando non dovrebbe esserci mentre altre volte scompare il tasto di gestione (presente sulla barra di navigazione); nota negativa anche per la percentuale di batteria che è stata posizionata all’interno dell’icona e non a sinistra come accade normalmente (probabilmente per risparmiare spazio perso con il notch) che non risulta assolutamente leggibile. Gli unici ambiti dove viene gestito in maniera intelligente riguardano le notifiche delle chiamate e quelle della riproduzione musicale.

Se guardiamo oltre questi piccoli problemi, che potrebbero essere risolti con Android P (il quale supporta nativamente il notch), ci troviamo davanti ad un software che viene gestito in maniera abbastanza fluida. Qualche impuntamento viene alla luce con le app più pesanti ma nulla che possa infastidire o farci perdere la pazienza. Naturalmente non è un dispositivo che consiglio per i giochi, dato la piattaforma hardware economica, anche se permette comunque di svagarsi con diversi titoli.

Autonomia:

La batteria da 3000mAh abbinata dall’hardware poco prestante e al display con risoluzione da 720 pixel favorisce ovviamente l’autonomia: con un utilizzo intenso Wiko View 2 porta a termine una giornata completa arrivando ad una media di circa 4/5 ore di schermo attivo. Decisamente penalizzante invece la ricarica che si completa dopo oltre due ore di attesa, dato che non è stata adottata nessun tipo di tecnologia per velocizzarla.

Conclusioni:

Complessivamente Wiko View 2 funziona abbastanza bene, pur non nascondendo alcuni difetti piuttosto grossolani. Il produttore ha voluto puntare su un design moderno (con il trend del notch) trascurando due cose fondamentali: nel 2018 non è accettabile nemmeno per uno smartphone economico avere un display con una risoluzione così bassa e porta micro-USB. Ammetto inoltre di avere avuto qualche difficoltà di ascolto nelle conversazioni nonostante il buon comportamento della ricezionela capsula auricolare, inserita in una fessura nel bordo superiore (che peraltro tende ad accumulare facilmente la polvere), ha un volume leggermente inferiore alla media.

Nelle altre funzionalità, dove non mi sono soffermato come la navigazione tramite GPS, non ho riscontrato nulla di così anomalo fatta eccezione per la mancanza di bassi dell’altoparlante con la riproduzione musicale (caratteristica comune di tutti i dispositivi entry level).  E’ davvero un peccato poiché questo Wiko View 2 avrebbe potuto convincere maggiormente se nella fase di progettazione ci fosse stato un po’ più di buon senso. Perché poi non aver aderito ad Android One come fatto da altre aziende rivali ?

Walter Tomiati

Sono appassionato di ogni cosa che riguarda la tecnologia. Nel tempo libero sviluppo applicazioni Android (Tomiati Dev, Kubix Studio).