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Slack vale 7 miliardi di dollari

Sembra una cifra folle, ma dietro alla valutazione di Slack c’è un software che in ambito professionale non da mai praticamente problemi.

Non stiamo parlando di un titolo forviante o di una mossa click bait, Slack è stato effettivamente valutato così giusto in queste ultime ore.

Per essere più specifici, la società fondata da Stewart Butterfield ha chiuso una nuova fase di investimenti che le hanno permesso di raccogliere la bellezza di 427 milioni di dollari. Questa ha permesso quindi un aumento della valutazione generale dell’azienda che è passata dai precedenti 5,1 miliardi i dollari agli attuali 7,1. Cifre folli ma che in realtà rispecchiano quanto già visto all’atto pratico: Slack è fra i migliori (se non il migliore) nel suo campo.

A conti fatti i numeri potrebbero ritornare facilmente. Già perché sono circa 8 milioni le persone che usano Slack ogni giorno di cui 3 milioni sono utenti paganti. Circa quindi il 50 % della base utente globale paga e credo sia un vanto che pochissimi servizi possano permettersi di vantare davanti agli investitori. Se consideriamo poi che dai noi il costo minimo mensile è di circa 7 euro, beh lascio a voi il resto dei conti. Per farla in breve però, solo nel 2017 Slack ha totalizzato circa 200 milioni di dollari in revenue.

Noi usiamo Slack internamente per le nostre comunicazioni e discussioni varie. Non abbiamo mai riscontrato mezzo problema che potesse portarci a dismettere il suo utilizzo. Va capito ma alla fine, anche grazie alle sue integrazioni, permette di avere una gestione accurata e completa di parecchie funzioni dedicate al vostro sito e/o progetto. Non a caso stiamo anche pensando di incrementare il suo utilizzo anche pre altri scopi, così da avere in un’unica soluzione praticamente una console di gestione completa di instaNews.

Ammetto che ora, dopo i vari tentavi vani, sarà molto interessante capire se qualcuno deciderà di investire tutti quei soldi su Slack. Un’acquisizione non è mai stata concretizzata nel corso di questi anni, ma forse mai come ora il servizio è sulla bocca di tutti. Come detto la bontà e la base pagante si vende praticamente da sola, ma non sarei così certo che si possa andare a bussare la porta del fondatore e portarselo via con qualche miliardo.

Claudio Stoduto

Amo la tecnologia e lo sport. Scrivo ed ho fondato InstaNews dopo una serie di esperimenti personali e di esperienze in blog del settore.