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Avicii: quando si diventa vittime del business

Sono passati tanti mesi dalla morte di Avicii eppure il DJ svedese aveva avvisato un po’ tutti del suo malessere.

A distanza di qualche mese dalla morte di Avicii mi sono imbattuto casualmente su Netflix sul suo documentario prodotto dalla BBC. Ammetto che non avevamo molta voglia di vederlo perché, lo ammetto, questo DJ ha segnato comunque la mia adolescenza con le sue canzoni. Però la curiosità era tanta, tantissima al punto tale da riprodurlo tutto per interno, senza nemmeno una pausa.

Tim, il nome di battesimo di Avicii, era un DJ diverso e che con il mondo dello spettacolo non c’entrava niente. Questo è quello che emerge da questo film e, purtroppo, si capisce anche come avesse in realtà già sfiorato varie volte la questione morte. Le immagini parlano chiaro e lui stesso non ha voluto bloccare o censurare quelle parti di collasso generale in cui mostrava a tutti anche i suoi lati più deboli, quelli di un ragazzo con la mente altrove e vittima del business. Proprio quello che lo ha reso famoso per via delle scelte di altre persone che poi lo hanno spinto per più di una volta sull’orlo del baratro e per cosa? Ovviamente più denaro. Certo quando si ha un’impresa, perché Avicii questo era, non si dipende solo da se stessi ma anche da una squadra ed una serie di persone che lavorano per o con essa. Da qui però a dover essere obbligati a fare qualcosa rischiando la vita…

La cosa che fa più rabbia e che emerge da questo documentario, è quello stato di malessere presagiva a qualcosa di grave che poteva comunque succedere ma anche che lui, forse, era arrivato ad essere in pace con se stesso dopo tanti anni e troppi show. Forse perché poi sappiamo tutti come è andata a finire purtroppo, un epilogo che nessuno avrebbe mai voluto vedere per un artista vero che ha cambiato questo genere musicale in ogni suo aspetto.

Eppure un sogno, perdonatemi, mi rimane. Penso che in quell’isola del Madagascar in cui si mostra nelle scene finali sia diventata la sua nuova casa in una vita nuova e diversa in cui non esiste più Avicii ma solo un nuovo Tim in grado di vivere il resto dei suoi giorni.

Claudio Stoduto

Amo la tecnologia e lo sport. Scrivo ed ho fondato instaNews dopo una serie di esperimenti personali e di esperienze in blog del settore.