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Un anno con iPad Pro 12,9

Praticamente un anno fa presi il mio iPad Pro da 12,9 del 2015 poi diventato un 2017, un avvenimento che mi ha cambiato la vita lavorativa.

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Guardando su MoneyWiz le mie transazioni del 2018, mi sono accorto come era praticamente questo il periodo in cui lo scorso anno mi portai a casa il mio primo iPad Pro da 12,9 pollici de 2015. Spesi la modica cifra di 500 euro per avere il modello 4G/LTE, 128 GB di storage interno, la Smart Cover originale Apple, la Smart Keyboard e varie cover in pelle con il foro anche per la Apple Pencil. Tempo di tornare a casa per godermelo e… me ne sono letteralmente innamorato.

Fortuna vuole che grazie a mamma Apple, non sto qui ad entrare nei dettagli, sono poi entrato in possesso del modello 2017 che vi posso assicurare, avendoli provati entrambi, è tutto un altro pianeta. Nella seconda generazione (figuriamoci poi nella terza) Apple ha rivoluzionato non pochi aspetti del tablet migliorandoli e rendendolo nel suo complesso ancora più completo dal mio punto di vista.

Ad ogni modo il display con la sua enorme diagonale è stato per me uno dei fattori di gioia più grande. Avevo avuto praticamente tutti i tagli disponibili di iPad fino a quel momento, ma mai nessuno mi aveva letteralmente convinto come questa diagonale. Giusto in questi ultimi mesi ho poi provato anche il modello da 10,5 constatando che effettivamente era molto più comodo e portatile in tante situazioni, salvo poi ritrovarmi spesso a cercare quella diagonale più grande a cui ero ormai abituato. Con l’introduzione poi del True Tone ammetto che, come detto, è stato fatto uno step evolutivo importante che mi ha permesso di godere a pieno di un pannello secondo me di ottima qualità per le mie esigenze lavorative. In alcune situazioni ammetto che il suo essere gigantesco potrà non risultare comodo, ma alla fine io ho risolto eliminando tutte le cover ed usando in combo la Smart Keyboard e la Smart Cover con quest’ultima che rende decisamente più leggero il tablet da trasportare. Ci ho messo un po’ a trovare la giusta combinazione, ma alla fine è stata tutta una questione di test fra tastiere, cover ed accessori di terze parti. Investite del tempo (e non solo) in questo senso perché solo in questo modo potrete capire quale è la soluzione migliore per il vostro utilizzo.

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Il sistema operativo non è cambiato molto rispetto ad iOS 11. Lì c’era stata la grande rivoluzione che forse mi ha anche spinto in tal senso all’acquisto, mentre con iOS 12 abbiamo visto come si è cercato di più di limare quelli che sono stati i problemi del vecchio iOS in merito a stabilità, efficienza ed efficacia. Shortcuts ha influito moltissimo nel corso di questi mesi visto che la maggior parte della mia produttività (progetti editoriali inclusi) passa da tale applicativo. Ci è voluto del tempo, mi sono dovuto studiare per bene le soluzioni migliori ed ammettere che comunque questo non è un vero computer, ma la strada intrapresa è più che buona. Ad oggi posso dire che con iOS faccio il 90% delle mie azioni quotidiane e che il restante 10% fa parte di quelle attività lavorative che sono solamente più comode da realizzare con un Mac. Un esempio? Il montaggio e l’esportazione di una puntata dei nostri podcast. Su Final Cut X ho il mio bel template che in meno di dieci secondi letteralmente inizia ad esportare audio e video. Su Luma Fusion (che uso come riserva straordinaria) ci va qualche minuto in più perché le periferiche di input sono paradossalmente diverse e più meccaniche. Alla fine è una questione di abitudine, niente di più.

Abbiamo parlato di input e non posso non citare la Apple Pencil che nel mio utilizzo è stata sfruttata solamente fra i banchi universitari. Poche altre volte mi sono ritrovato con la penna di apple fra le mani. Vuoi per la batteria scarica e vuoi per poche esigenze, alla fine la penna sta più nella sua custodia che fra le mie mani. Sono contento però da una parte della sua diversità rispetto al nuovo modello che tra i magneti e la ricarica continua non mi ha convinto al 100%. Non sono un creativo e nemmeno uno che disegna tutti i giorni per cui alla fine è un prodotto di cui ad oggi potrei fare tranquillamente a meno.

Vogliamo parlare della batteria e della connettività dati? Essendo un freelance le due cose per me sono strettamente collegate fra di loro ed importanti più di ogni altra cosa. Per la prima faccio tranquillamente 10/12 ore di utilizzo continuo sotto rete 4G e qualora non abbia la carica necessaria per finire la giornata ho sempre dietro il mio fido powerbank da 10000mAh o il caricare da 12W di Apple. Si proprio quello piccolo, compatto e leggero che all’occorrenza mi permette di caricare anche l’iPhone per cui cosa vorrei di meglio? Sul 4G invece non c’è molto da dire. Con i costi odierni delle connessioni è uno spreco non avere una scheda su un prodotto simile che fidatevi alla fine vi torna sempre utile. Io preferisco sempre utilizzare la mia connessione in mobilità rispetto ai mille Wi-Fi free di Torino anche perché in questo modo so di avere fra le mani una connessione realmente stabile ed in grado di soddisfarmi. Insomma non potevo chiedere di meglio in tal senso e tornassi indietro spenderei ancora oggi molto tranquillamente quei soldi in più per avere la SIM su questo genere di prodotto.

Io adoro questo tablet e la sua grandezza. Mi ci trovo divinamente in questo modo mento sotto ogni punto di vista e non riesco a trovargli un reale difetto che mi faccia pensare di riprendere in mano il Mac in pianta stabile. Passerò al modello 2018? No. Sono stato più che categorico con me stesso anche perché ad oggi, ditemi quello che volete, ma non c’è affatto l’esigenza. Vedrò con molto interesse prima il lancio di iOS 13 sperando che possa muovere qualche cosa in più in ottica iPad cercando di limare ancora qualche limite oggi presente sulla piattaforma. Poi solo ad allora valuterò i probabili modelli del 2019 con tutte le novità del caso. In realtà la mia macchina oggi non ha uno e che sia un problema. Spero non mi abbandoni anche se sono pienamente in garanzia Apple per cui…

Claudio Stoduto

Amo la tecnologia e lo sport. Scrivo ed ho fondato instaNews dopo una serie di esperimenti personali e di esperienze in blog del settore.