Bergamo: giovane 23enne ruba una ambulanza per tornare a casa

0
38

Quanto accaduto nella provincia di Bergamo crea un misto di reazioni difficili da spiegare. Vediamo in dettaglio cosa è accaduto.

In pratica una giovane ragazza di pressappoco 23 anni avrebbe rubato un’ambulanza in sosta al Pronto soccorso.

Il tutto è accaduto nei pressi dell’ospedale di Treviglio, in provincia di Bergamo, che proprio in questi giorni si è resa protagonista di proteste a seguito del DPCM.

Cosa l’ha spinta ad una azione del genere?

Vediamo in dettaglio.

Belgio nella morsa del Covid: è il paese più contagiato d'Europa
Ambulanza con portiere posteriori aperte from web source

La ragazza avrebbe compiuto questo illecito per tornare a casa dopo essere stata dimessa.

Ovviamente per questo motivo la giovane ragazza di 23 anni è stata denunciata a piede libero dai carabinieri.

In particolare il furto sarebbe avvenuto la notte scorsa, poco dopo la mezzanotte.

Era appena uscita dal Pronto Soccorso: cosa è accaduto dopo

La giovane secondo una prima ricostruzione era appena uscita dal pronto soccorso di Treviglio (dell’Asst Bergamo Ovest) ed è salita a bordo di un’ambulanza che aveva le chiavi inserite nel cruscotto.

A quel punto non le restava altro da fare che metterla in moto e partire per tornarsene a casa. E così ha fatto.

Il personale sanitario ha subito allertato il 112 per segnalare l’accaduto, così l’operatore della centrale operativa dei carabinieri di Treviglio ha inviato le pattuglie in servizio.

La ragazza è stata infatti trovata dalle pattuglie che erano impiegate nei servizi di controllo per il contenimento della diffusione del Covid-19.

Per intercettare il veicolo le pattuglie hanno utilizzato anche il sistema di tracciamento GPS di cui era dotata l’ambulanza.

Pochi minuti dopo, il veicolo ha raggiunto Arcene, comune vicino a Treviglio, dove l’ambulanza è stata intercettata ed infine bloccata in via Matteotti.

Ora la ventitreenne deve rispondere di furto aggravato.

Bisogna intanto dire che le povere ambulanze sono ormai oggetto delle più disparate vessazioni.

Basta dare una semplice occhiata sul web per capirlo.