Morte Maradona, Gianinna dopo l’autopsia: “Figli di p….”

0
185

Morte Maradona, Gianinna ha letto come tutti i primi risultati dell’autopsia e si scaglia contro chi voleva speculare sul padre

(Twitter)

In Argentina è il giorno dei risultati e delle polemiche, perché finalmente sono arrivate le prime risposte sulla morte di Diego Armando Maradona. E sopno bastate le prime indiscrezioni giornalistiche per scatenare la reazione della figlia Gianinna, sollevata da quello che abbiamo saputo.

In sostanza (poi entreremo nel dettaglio), l’autopsia ha confermato la morte per edema polmonare. Ma soprattutto ha escluso la presenza nel fisico del campione di ogni traccia di droghe e alcol. Due parole che hanno scatenato Gianinna: “A tutti i figli di pu***na che aspettano l’autopsia di mio padre per vedere droghe, marijuana e alcol. Non sono un dottore, ma sembrava molto gonfio. La voce era robotica. Non era la sua voce. Stava succedendo e io ero la pazza fuori di testa”.

Poi ancora una volta si è scagliata contro Leopoldo Luque, il medico personale di suo padre, e quelli che hanno lavorato con lui. Dice di avere migliaia di ore registrate con le loro conversazioni e non sarà tregua. “Ho detto loro che sarebbero stati i colpevoli se fosse successo quello che poi è accaduto”.

Morte Maradona, i risultat dell’autospia: nessuna droga ma presenza di psicofarmaci

Maradona, presunto figlio chiede la riesumazione del cadavere
(Websource)

Ma cosa dice l’autopsia sul corpo del ‘Pibe de Oro’? Secondo le prime indisvrezioni pubblicate dalla stampa argentina non presentava tracce di sostanze stupefacenti o di bevande alcoliche. Diego invece è morto per un edema polmonare acuto legato a un’insufficienza cardiaca cronica riacutizzata e a una cardiomiopatia dilatativa.

Allo stesso modo però l’autopsia ha evidenziato diversi psicofarmaci. Nel suo sangue c’erano venlafaxina, un farmaco antidepressivo per trattare i disturbi d’ansia e quetiapina,  un antipsicotico per lcurare depressione grave e alcune dipendenze. Inoltre il levetiracetam, farmaco antiepilettico che agisce sul sistema nervoso centrale

Ora l’inchiesta punterà a capire se la morte potesse essere evitate, indagando anche se eventuali responsabilità dei professionisti cohe lo avevano in cura. I primi nomi potrebbero quelli del neurochirurgo Leopoldo Luque e della psichiatra Agustina Cosachov, ma non ci sono per ora provvedimenti nei loro confronti.