Lei mi parla ancora, il film di Pupi Avati che emoziona anche Sgarbi

“Lei mi parla ancora” è una carezza sul cuore, un ricongiungimento tra due generazioni diverse riunite da un fattore comune: l’amore, seppur declinato in modi diversi.

Il film di Pupi Avati, in uscita l’8 febbraio su Sky e Now Tv, ripropone un amore ormai “passato”: l’amore eterno.

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Pupi Avati sul set di “Lei mi parla ancora”, foto di Agenzia Dire

La storia è tratta dall’omonimo libro scritto da Giuseppe Sgarbi, che racconta la lunga storia dell’amore di Giuseppe (nel film Nino) e Rina: la famiglia Sgarbi. Dopo la morte della moglie, Nino vuole incorniciare la loro storia in un libro, con l’aiuto di un ghostwriter. 

È a questo punto che si vede la congiunzione tra passato e presente, tra un uomo legato a una concezione di “amore” che lo vede crescere e avventurarsi tra i problemi della vita, fino all’ultimo giorno di questa e lo scrittore, il quale ha alle spalle la rottura del suo matrimonio e una figlia che non vede quasi mai.

Il regista ha affermato che questo film, oltre ad appassionare i “meno giovani”, potrebbe entusiasmare anche i ragazzi che – ne è sicuro – ancora sognano un amore eterno.

La passione con la quale Nino analizza i suoi sentimenti che sono più vivi che mai, infatti, porterà il ghostwriter ad abbandonarsi completamente alla storia, comprendendo quanto un “semplice” sentimento possa portare alla vita di una persona così tanta ricchezza. Già il titolo “Lei mi parla ancora” può far dedurre, in effetti, quanto un legame possa sopravvivere anche alla morte.

I personaggi del film e l’emozione di Elisabetta e Vittorio Sgarbi

Il ruolo di Nino Sgarbi è stato destinato a Renato Pozzetto, che i figli di Giuseppe Sgarbi (autore del libro), Elisabetta e Vittorio, hanno chiamato dopo aver visto il film per dirgli quanto la sua interpretazione li abbia emozionati e gratificati. Nino da giovane, invece, è stato interpretato da Lino Musella.

Il personaggio di Rina è invece stato interpretato a Isabella Ragonese e Stefania Sandrelli, quest’ultima è stata entusiasta del suo ruolo che, seppur di poche pose, l’ha considerato “magico”.

Lo scrittore chiamato in soccorso dai figli di Nino e Rina, Amicangelo, è Fabrizio Gifuni che paragona il suo personaggio alla sua storia personale di attore, chiamato ad essere un’interruzione del mondo novecentesco. Mentre i figli saranno interpretati da Chiara Casella e Matteo Carlomagno.

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Renato Pozzetto e Fabrizio Gifuni sul set, foto di la Repubblica

“Lei mi parla ancora” la fusione tra romanzo e realtà

Il regista Pupi Avati, durante un’intervista ha raccontato di quanto questa storia gli somigliasse, a tal punto che i suoi figli hanno rivisto in lui il personaggio di Nino.

Il regista, infatti, vive un matrimonio che dura da 55 anni e la storia che si è impegnato a raccontare rappresenta uno dei suoi film più personali, commuovendosi nel vedere in Nino quello che lui sta per diventare, mentre intorno vede un mondo in cui tutto si deteriora e si consuma velocemente, dagli oggetti ai sentimenti.

Per questo ha colorato il suo film di emotività, che si riversa sia nella storia d’amore che in quell’incontro tra due uomini così diversi, ma uniti dalla loro umanità.

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