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Recensione: Xiaomi Piston Basic Edition, una spesa irrisoria

Xiaomi Piston Basic Edition, un prodotto economico e che riprende alcuni canoni dell’azienda cinese tipici degli auricolari più blasonati.

Xiaomi Piston Basic Edition
Xiaomi Piston Basic Edition

Confezione:

Costi contenuti ergo niente confezione rigida per il trasporto, nemmeno per poterle riporre, ma solamente il cartonato di vendita. Mancano anche i gommini sostitutivi per adattare le cuffie ai vari padiglioni auricolari. Per il prezzo era difficile aspettarsi di meglio.

Design e dimensione:

Assomigliano moltissimo alle Piston Hybrid di Xiaomi nonostante si noti sin da subito come i materiali siano di una fascia inferiore. I padiglioni sono in plastica leggera ed il cavo non è anti-ingarbugliamento ma piatto ed in plastica come tanti altri.

Un ulteriore elemento economico è il telecomando, privo dei tasti volume ma dotato di microfono, che presenta quel fastidioso gioco tipico della plastica di bassa qualità.

Esperienza d’uso:

La qualità audio è sorprendente, sempre in merito al prezzo di vendita. Manca buona parte dei bassi che lasciano invece spazio ai medi che risultano però troppo sbilanciati in generale. Se avete utilizzato altre cuffie dell’azienda rimarrete stupiti dal differente timbro sonoro.

Parlando d’uso effettivo con i vari generi musicali, in questi giorni di test ho provato con moltissimi brani diversi tra loro. Esse danno il meglio con canzoni indie e ritmate, lasciate perdere il pop e l’elettronica. Non che siano inascoltabili, però il suono non riesce ad essere corposo ed avvincente come in altri modelli.

Conclusioni:

Costano 5,99 dollari e personalmente, nonostante i difetti che abbiamo riscontrato, è difficile non consigliarle a questa cifra. Va anche detto però che a poco più di dieci euro Xiaomi offre una serie di cuffie di qualità superiore. Potete tenerle come cuffie di riserva, per ascoltare i podcast o meglio ancora (come faccio io) per giocare alla PS4.

Claudio Stoduto

Amo la tecnologia e lo sport. Scrivo ed ho fondato InstaNews dopo una serie di esperimenti personali e di esperienze in blog del settore.