Scuola, ragazza bendata per l’interrogazione. E’ polemica sulla DAD

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Durante un’interrogazione a distanza, una ragazza bendata ha dovuto rispondere alle domande della prof senza “spiare”

La didattica a distanza torna a far discutere. La misura, introdotta già a marzo ed utilizzata anche in questa fase soprattutto per le scuole superiori, è contenuta nel nuovo DPCM varato dal Governo il 25 ottobre.

Oltre ai problemi che comporta a livello umano, visto che i ragazzi sono costretti a studiare da casa senza poter interagire con compagni e professori, c’è stata una foto che ha suscitato molte polemiche.

Scuola, ragazza bendata per l'interrogazione. E' polemica
Ragazza bendata

Una ragazza bendata è stata interrogata a distanza dalla sua docente di Latino e Greco, probabilmente per non permettergli di guardare appunti o suggerimenti.

Il tutto è avvenuto nel liceo Caccioppoli” di Scafati, in provincia di Salerno. La foto, scattata al momento dell’interrogazione, ha fatto velocemente il giro del web, scatenando l’indignazione di molte persone.

Il preside ha spiegato la scelta dell’insegnante che, secondo quanto raccontato, non sarebbe stata una decisione punitiva bensì un esempio da dare agli alunni: “Nei giorni precedenti qualche studente aveva effettivamente dato una sbirciata agli appunti, quindi la professoressa ha pensato di dimostrare loro quanto fosse inutile. Quindi ha fatto un esperimento con due ragazzine molto brave, facendole bendare. Sono state interrogate e hanno preso nove”.

Ad ogni modo l’esperimento non sarà ripetuto, viste le polemiche che ha suscitato.

Ragazza bendata, la didattica a distanza deve essere “ultima spiaggia”

Scuola, ragazza bendata per l'interrogazione. E' polemica
Lucia Azzolina

Contro la didattica a distanza si batte da tempo anche il Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina. 

Poco fa c’è stato un vertice con le organizzazioni sindacali della scuola che hanno ribadito come la chiusura degli istituti debba essere evitato ad ogni costo: “Dev’essere l’ultima spiaggia. Bisogna andare a scuola il più possibile e lavorare per il rientro in presenza”