Covid, misure per lo sport nelle tre zone a rischio: cosa si può fare e cosa no

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L’ultimo dpcm del Governo per contrastare il Covid ha introdotto tre zone di rischio in Italia. Quali sono le attività sportive consentite e quali invece. Cosa si può e cosa non si può fare nelle tre zone in cui è stata divisa l’Italia: gialla, rossa e arancione

Covid, misure per lo sport nelle tre zone a rischio: cosa si può fare e cosa no
Covid, misure per lo sport nelle tre zone a rischio: cosa si può fare e cosa no (websource)

L’ultimo dpcm del governo Conte ha suddiviso l’Italia in tre macro-zone: rossa, gialla e arancione. Questa l’ultima misura scelta per contrastare l’avanzata del Covid-19. Le zone rosse (Lombardia, Piemonte, Calabria, Valle d’Aosta) sono quelle a maggiore gravità, le zone arancioni (Puglia e Sicilia) hanno un livello di gravità intermedio, mentre quelle gialle (Veneto, Trentino Alto-Adige, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Toscana, Emilia-Romagna, Umbria, Sardegna, Marche, Molise, Abruzzo, Lazio, Campania, Basilicata) sono esposte a dei rischi relativi. Il Ministero della Salute ha utilizzato 21 indicatori epidemiologici per valutare i tre gradi rischio. Lo sport, in particolare quello amatoriale e dilettantistico, ha subito – di conseguenza – delle limitazioni: vediamo quali.

Sport e Covid, cosa si può fare nella zona gialla

Le zone “gialle”, che presentano un livello di rischio medio, sono: Veneto, Trentino Alto-Adige, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Toscana, Emilia-Romagna, Umbria, Sardegna, Marche, Molise, Abruzzo, Lazio, Campania, Basilicata. In questo caso lo sport non ha subito ulteriori limitazioni rispetto al Dpcm del 24 ottobre. Resta il divieto di utilizzare gli spogliatoi nei centri sportivi, e naturalmente l’attività sportiva deve seguire gli orari del coprifuoco. Si può svolgere attività sportiva e motoria all’aperto e nei centri sportivi all’aperto. Sono chiuse palestre e piscine. Vietati gli sport di contatto, salvo se in forma individuale e all’aperto. Consentiti eventi e competizioni di interesse nazionale. Gli allenamenti dei professionisti sono consentiti, ma a porte chiuse e nel rispetto dei protocolli vigenti. E’ possibile lasciare liberamente il comune di residenza.

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Cosa si può fare nella zona arancione

La zona arancione è rappresentata da due regioni del Meridione, Puglia e Sicilia. In questo caso, fermo restando tutte le disposizioni delle zone gialle, è fatto divieto di svolgere attività sportiva al di fuori del proprio comune di residenza, salvo i casi delle competizioni sportive di rilievo internazionale.

Sport e Covid, cosa si può fare nella zona rossa

Nelle regioni in cui c’è un livello di massima attenzione, le zone rosse, i divieti sono più pesanti: in Lombardia, Piemonte, Calabria, Valle d’Aosta c’è il divieto di spostamento in entrata e uscita dai propri comuni di residenza, ma anche all’interno degli stessi, salvo motivi di comprovata necessità e urgenza (lavoro, salute, etc). L’attività motoria è consentita solo nei pressi della propria abitazione nel rispetto delle distanze e con obbligo di dispositivi di protezione (mascherina). Chiusi tutti i centri sportivi e circoli delle attività sportive amatoriali. Sospesi ogni tipo di competizione sportiva, salvo quelli di interesse nazionale, come – ad esempio – gli sport professionistici. Consentiti gli allenamenti degli atleti, anche non professionisti, solo e dovranno partecipare ai suddetti eventi di interesse nazionale: in questo caso è possibile lasciare i propri comuni di residenza e uscire dalla regione di appartenenza.

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