Natale, deputato spiega come aggirare il Dpcm e vedere ugualmente i parenti

Il deputato Renzo Tondo spiega dettagliatamente come aggirare il Dpcm di Natale e vedere ugualmente parenti e figli, anche se abitano fuori comune

Natale, deputato spiega come aggirare il Dpcm e vedere ugualmente i parenti
Natale, deputato spiega come aggirare il Dpcm e vedere ugualmente i parenti (websource)

Una spiegazione, abbastanza dettagliata, su come aggirare il Dpcm del governo Conte sul Natale e vedere ugualmente figli e parenti, aggirando i divieti. Le regole imposte nell’ultimo decreto, infatti, proibiscono di vedere anche parenti stretti se abitano in un comune diverso. E questo senza alcuna deroga per figli o genitori, anche se si tratta di una manciata di chilometri. Per questo, il deputato Renzo Tondo, ex Forza Italia e oggi al Gruppo Misto, esponente di Noi con l’Italia-USEI-Cambiamo!-Alleanza di Centro, si è fatto paladino di questa battaglia. “Mi autodenuncio”, ha tuonato. Mentre in Parlamento è in atto la discussione sul Meccanismo Europeo di Stabilità, il problema di Tondo riguarda il pranzo di Natale. Come tutti sanno, l’ultimo Dpcm vieta gli spostamenti nei giorni 25 e 26 dicembre, e il 1 gennaio. Stop agli spostamenti tra comuni diversi, anche se questi distano pochi chilometri.

Dpcm Natale, aggirare le regole sugli spostamenti

Renzo Tondo
Renzo Tondo

Le opposizioni stanno chiedendo alla maggioranza di fare un passo indietro e togliere almeno questa limitazione. Di questa battaglia si è fatto artefice Tondo: “Mi autodenuncio per capire se davvero si vogliono rivedere certe scelte. Il giorno di Natale andrò a pranzo da mio figlio, che abita sì in un altro comune, ma a 4 chilometri di distanza. Ci andrò sperando che le regole cambino, altrimenti mi autodenuncio”. Di fatto, Tondo invita ad aggirare i divieti e spostarsi ugualmente. Intanto, il governo ha annunciato che in quei giorni particolari (25, 26 dicembre e 1 gennaio) i controlli saranno serrati, con 70mila agenti in strada per i controlli. Il tema è questo: si protesta perché all’interno di un grande comune (come quello di Roma) ci si può spostare liberamente facendo anche 40 chilometri. Vietato invece passare da un comune all’altro, anche se questi distano pochi chilometri o – in alcuni casi – solo alcune centinaia di metri. Difficile, in ogni caso, che le regole già sancite possano ormai cambiare in corsa.

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