#IOAPRO, il dissenso viaggia sul web. La protesta di 50.000 ristoratori in tutta Italia

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Il nuovo Dpcm rischia di dare la mazzata decisiva ai ristoranti che per protesta resteranno aperti a cena il 15 gennaio. 

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Il coronavirus, come si temeva, oltre a mettere a dura prova le nostre strutture sanitarie ha causato gravissimi danni all’economia nazionale. Sono tanti i professionisti rimasti senza lavoro, mentre tante attività sono indebitate fino al collo e rischiano la chiusura.

Uno dei settori più colpiti, nonostante la possibilità di effettuare pranzi e cene d’asporto, è proprio quello della ristorazione. Diciamoci la verità, per quanto buone le pietanze ricevute a casa non avranno mai lo stesso sapore di un piatto gustato all’interno di un locale. E questo senza contare l’aspetto sociale.

Ora, con il nuovo Dpcm che entrerà in vigore dal 16 gennaio, si prevedono nuove restrizioni per bar e ristoranti: pare infatti che il Governo sia intenzionato ad eliminare anche l’asporto per evitare che le persone possano improvvisare aperitivi all’aperto nei pressi o nei dintorni delle attività commerciali, creando assembramenti.

I ristoratori però, già colpiti duramente, stavolta non ci stanno e annunciano proteste in tutta Italia. In particolare nelle ultime ore sta prendendo piede un’iniziativa chiamata “#IOAPRO” secondo la quale molti ristoranti italiani resteranno aperti a cena il 15 gennaio contro il nuovo DPCM.

L’iniziativa dei ristoranti: da dove è partita e come funziona

Tavolo di un ristorante
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Tutto è nato da un appello lanciato su Facebook da Maurizio Stara, titolare del pub “RedFox” di Cagliari, che ha chiesto l’adesione dei gestori di altri locali in Italia. “Non spengo più la mia insegna, io apro”, ha scritto nel suo post, in cui ha poi spiegato come funzionerà la protesta.

In pratica i clienti saranno fatti accomodare al tavolo, ovviamente massimo in 4 e con mascherina rispettando il giusto distanziamento. Non verrà servita alcuna pietanza o bevanda, ma le persone saranno invitate a passare una mezzoretta al ristorante e condividere una loro foto sui social per dimostrare al Governo che i ristoranti sono in grado di far rispettare tutte le norme e quindi di riaprire.

L’iniziativa è diventata virale in poche ore e molte attività italiane hanno deciso di aderire, anche a rischio di essere multati. Al momento sono più di 50mila ristoratori pronti a protestare. In basso, ad esempio, troverete un video condiviso dal ristorante Regina Margherita di Modena.