Assegno unico per chi ha figli: chi può averlo e quanti soldi si possono avere

Assegno unico, da 167 euro per un figlio a 653 per chi ne ha tre. Al via dal 1 luglio, per due milioni di famiglie

Assegno unico per chi ha figli: chi può averlo e quanti soldi si possono avere
Assegno unico per chi ha figli: chi può averlo e quanti soldi si possono avere (websource)

Arriva l’assegno unico per le famiglie, che vale per chi ha figli. Si tratta di una misura ponte che vale sei mesi, ma dal 2022 diventerà strutturale e universale perché sarà inserita nella riforma fiscale che il governo sta preparando. Finalmente possono usufruirne anche i nuclei con disoccupati, autonomi e incapienti: categorie che fino ad ora erano state escluse dagli assegni familiari.

Dal terzo figlio in poi la somma sarà più alta del 30%, con 50 euro mensili in più per ogni minore disabile. Per i lavoratori dipendenti c’è una maggiorazione che va dai 37 ai 70 euro al mese. Ma a quanto ammonta il sussidio? Sarà legato esclusivamente all’Isee, che deve essere non superiore a 50mila euro.

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Assegni familiari, si allarga la platea: chi può averli

Ovviamente l’altro criterio cardine è il numero di figli. L’importo massimo mensile è di 167.5 euro per il primo e il secondo figlio, che viene alzato del 30% per il terzo figlio e a seguire. Quindi, l’importo massimo per ogni famiglia può arrivare a 355 euro al mese e anche di più. Se i figli sono 3 si arriva anche a 653 euro al mese. Si tratta di una fase transitoria fino al 31 dicembre, che riguarda tutte le famiglie che erano escluse dagli assegni familiari. Fino ad ora questi erano previsti solo per quelle di lavoratori dipendenti.

Ora la platea si allarga a quasi 2 milioni di famiglie: soggetti inattivi, chi prende il Reddito di Cittadinanza, lavoratori autonomi, ma pure dipendenti che non hanno avuto più diritto agli assegni per motivi di reddito. In totale si parla di 1 miliardo e 580 milioni dei 3 miliardi totali a disposizione per l’intero pacchetto. L’altra metà delle risorse andrà alla famiglie che già normalmente percepiscono gli assegni familiari.