Tragico lutto a Vite al limite: finisce tutto così

Vite al Limite, Il dottor Nowzaradan in un caso molto delicato ha provato a curare un uomo che ha fatto di tutto per dimagrire

È davvero dolorosissima la storia di uno dei pazienti più amati di “Vite al limite”, il programma medico dove il dottor Nowzaradan cura pazienti affetti da obesità gravissima. Quasi tutti i percorsi dei pazienti si concludono semplicemente, ma non è sempre così. L’anno in cui si ricorda una delle storie più tristi è il 2018, quando è andata in onda in Italia la stagione 6.

Tragico lutto a Vite al limite: finisce tutto così
Tragico lutto a Vite al limite: finisce tutto così (websource)

Nella 14esima puntata del programma il protagonista è un uomo che ha fatto di tutto per dimagrire, offrendo una grandissima buona volontà e determinazione per riuscire a centrare il suo obiettivo. La sua grande motivazione e il sogno che viveva era quello di sposare la sua fidanzata Kathryn, che lo ha sempre sostenuto. Il protagonista di questa storia all’epoca aveva 41 anni e veniva dal New Jersey, Forked River.

Leggi anche – A Vite al limite per cambiare totalmente, ma finisce nel modo più triste

Vite al Limite, la straziante storia del paziente che non ce l’ha fatta

Quando è entrato nella clinica il suo peso era di ben 382 chili. E’ stato in cura otto mesi dal dottor Now, riuscendo a perdere moltissimi kg, ben 154. Arrivato al peso di 228 chili, seppur ancora gravemente obeso, ha potuto iniziare a intraprendere il percorso che doveva portarlo a una vita normale. Parliamo di Robert Buchel e di come, improvvisamente, ha visto interrompersi il suo percorso di guarigione.

Leggi anche – A Vite al limite per cambiare totalmente, ma finisce nel modo più triste

Robert Buchel con la fidanzata
Robert Buchel con la fidanzata (websource)

Proprio mentre era ricoverato nella clinica è stato colpito da un infarto che non gli ha lasciato scampo. La tragedia è avvenuta proprio mentre l’uomo stava parlando con la sua amata Kathryn. I soccorsi tempestivi non sono serviti, perché l’infarto è stato fulminante. Una vera e propria tragedia, per una persona che meritava un epilogo più felice.