Gigi Proietti, la Raggi: funerale con restrizioni e lutto cittadino

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Gigi Proietti è morto ad 80 anni il giorno del suo compleanno, oggi 2 Novembre. Scopriamo la data del funerale ed il lutto cittadino del grandissimo artista.

Gigi Proietti, le reazioni dei personaggi famosi: i messaggi sui social
Gigi Proietti, web source

Muore senza aver festeggiato i suoi 80 anni il grande artista Gigi Proietti.

Proprio oggi, 2 Novembre, è il suo compleanno. Ci ha lasciato portando con sé un pezzo del nostro cuore. Tantissimi messaggi d’affetto e di dolore da parte dei sia dei vip che delle istituzioni.

La notizia ha purtroppo lasciato tutti senza parole e tantissime persone vorrebbero partecipare al funerale che si terrà il giorno 5 Novembre, giornata in cui la sindaca di Roma, Virginia Raggi, proclamerà il lutto cittadino dopo che oggi ha fatto proiettare il volto dell’artista sul Colosseo.

 

I funerali ed il lutto cittadino: dal web il dolore per la perdita del grande Gigi Proietti

Fra le varie ipotesi per il funerale e per gli omaggi al grande artista c’è quella di un corteo funebre in auto che partirà dal Campidoglio e toccherà diversi luoghi simbolo della vita di Proietti, come via Giulia dove Gigi Proietti è nato.

Mentre a Roma la sindaca Raggi è in contatto con la famiglia Proietti per cercare di rendere omaggio all’artista nel miglior modo possibile, dal web si diffondono messaggi intensi di dolore e rammarico per la perdita di una persona così tanto amata da tutti.

Un dolore espresso anche grazie alle parole dedicate a Proietti da parte di Pierfrancesco Favino che riportiamo di seguito.

 

 

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Però ‘n se fa così, tutto de botto. Svejasse e nun trovatte, esse de colpo a lutto. Sentì drento a la panza strignese come un nodo Sape’ che è la mancanza e nun avecce er modo de ditte grazie a voce pe’ quello che c’hai dato pe’ quello che sei stato, perché te sei inventato un modo che non c’era de racconta’ la vita e ce l’hai regalato così un po’ all’impunita, facendo crede a tutti che in fondo eri normale, si ce facevi ride de quello che fa male, si ce tenevi appesi quando facevi tutto, Parla’, balla’, canta’, pure si stavi zitto. Te se guardava Gi’, te se guardava e basta come se guarda er cielo, senza vole’ risposta. All’angeli là sopra faje fa du risate, ai cherubini imparaje che so’ le stornellate, Salutece San Pietro, stavolta quello vero, tanto gia’ ce lo sanno chi è er Cavaliere Nero.

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