Maurizio Costanzo sulla morte: “Vorrei che avvenisse tenendo la mano a Maria”

Maurizio Costanzo si racconta sulle pagine del Corriere della Sera e traccia un bilancio della sua vita tra errori e conquiste

Maurizio Costanzo
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Maurizio Costanzo è un personaggio storico della televisione italiana. Nonostante la non più giovane età, il giornalista e conduttore televisivo va avanti con il suo Costanzo Show da 40 anni e non ha intenzione di fermarsi.

Ad ogni modo, quando gli anni cominciano a farsi sentire, è inevitabile guardarsi allo specchio e fare un bilancio di tutto quello che si è fatto durante la propria vita. Costanzo lo ha fatto in una lunga intervista al Corriere della Sera, in cui ha toccato vari temi, ha parlato degli inizi della sua carriera e anche di un argomento delicato come quello della sua morte.

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Maurizio Costanzo a tutto tondo: la De Filippi, la morte, la P2

Costanzo e la De Filippi
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Partendo proprio dall’ultimo argomento citato, il celebre giornalista ha dichiarato di desiderare una morte normale, tempestiva e senza troppa sofferenza. Più di una volta ha affermato di voler morire tenendo per mano Maria De Filippi, e anche stavolta lo ha confermato: “Sì, proprio così. Mi piacerebbe non accorgermene, cioè non soffrire”.

Con la De Filippi Costanzo porta avanti una relazione che dura ormai da 35 anni (25 di matrimonio), ha trovato la sua serenità dopo 3 matrimoni falliti alle spalle: “Ho sempre sperato di avere un’unione duratura, di condividere un’esistenza. Non rinnego il passato, la vita va vissuta per quella che è. Per fortuna ho incontrato Maria“.

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Nonostante una carriera di enorme successo, anche lui ha avuto momenti bui in cui ha pensato di mollare tutto e si è ritrovato solo. A rimetterlo sulla “retta via” ci ha pensato Sergio Zavoli, colonna della Rai: “Mi disse: la vuoi smettere di fare l’ambasciatore a San Marino? Mi spronò a riprendere, a rimettermi al lavoro“.

Ma l’errore che Costanzo non si è mai perdonato e che ancora brucia è l’aver preso parte alla P2. Il presentatore non si è tirato indietro alla domanda scomoda e ha risposto con sincerità: “Un errore, un grosso errore. Ma gli errori fanno bene e fanno crescere. Non credo a chi dice di non averne mai fatti, che fesseria… Però c’è anche chi, di grossi errori, ne fa due o tre. Io uno: e lo ammetto”.