Roma, notte di scontri anti lockdown: lacrimogeni e bombe carta

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Scontri nella notte a Roma contro il lockdown e le misure di coprifuoco imposte dalla Regione e dal Governo. Tra i manifestanti anche esponenti di estrema destra. Sono intervenute le forze dell’ordine

Roma, notte di scontri anti lockdown: lacrimogeni e bombe carta
Roma, notte di scontri anti lockdown: lacrimogeni e bombe carta (Getty)

Notte di caos nel centro di Roma. Come avvenuto a Napoli venerdì, scontri anche nella Capitale per protestare contro il coprifuoco imposto dalle istituzioni e la “minaccia” di lockdown a causa del dilagare del Coronavirus. La protesta contro le restrizioni ha coinvolto anche alcuni esponenti di estrema destra. Si parlava di una semplice disobbedienza civile: appuntamento a mezzanotte per andare in giro a protestare, ma invece è scoppiata la violenza. Razzi, cassonetti incendiat e atti di vandalismo. All’arrivo della polizia in assetto anti-sommossa sono state lanciate bombe carta contro gli agenti. La zona degli scontri è stata quella tra piazzale Flaminio e il lungotevere.

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Roma, scontri in strada: otto i fermati

Momenti di tensione, con cariche, incendi, tafferugli e scooter presi di peso e lanciati in strada. Sono state fermate, in tutto, otto persone. Disordini anche nel quartiere Prati. Nel pomeriggio di ieri il Prefetto, Matteo Piantadosi, aveva allertato sui rischi di atti violenti. Tra i manifestanti, però, non c’erano soltanto facinorosi: tanti negozianti e ristoratori preoccupati per le restrizioni in arrivo: “Abbiamo un ristorante in centro – spiega uno di loro – l’attività è a rischio. Nella nostra zonaci sono sei locali con 90 dipendenti da pagare. Senza soldi non sarà possibile”. Spiega un’altra cittadina: “Da lunedì non lavorerò più, non so cosa fare”. Ancora un giovane: “Sono stato licenziato. Vivo con mia madre che ha la pensione sociale. Senza aiuti non ce la faremo”.

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