Dramma senza tempo di Kabir Bedi: così ha perso suo figlio

Per il pubblico italiano dire Sandokan o Kabir Bedi è praticamente la stessa cosa: l’attore è un’icona per la storia della tv italiana! Uomo d’altri tempi, a modo e rispettoso nei confronti delle altre persone, si sta rivelando un concorrente molto amato anche all’interno del Grande Fratello Vip. Quello che però pochi sanno è che dietro tanto successo, c’è un dramma incancellabile che fa rabbrividire. Decide di non nascondersi dietro un dito e di parlarne, ecco la verità.

Se credi che un uomo come Kabir Bedi sia una roccia indistruttibile, è in parte vero, ma anche falso, perché si tratta pur sempre di un guerriero che a volte è caduto. Essere un personaggio famoso, un vero vip come lui nella casa del GF di Alfonso Signorini, non è facile se dietro tanta fama e notorietà, pochi conoscono il dolore che ha vissuto. Si tratta della perdita del figlio di appena 26 anni, insomma una tragedia. Anche perché il modo in cui è andato via è terribile, ma proprio per questo vuole parlarne per sensibilizzare il mondo nei confronti del complesso male che lo ha afflitto e per dare speranza. Le parole saltate fuori, mettono decisamente i brividi: nude e crude raccontano un dramma indelebile.

Kabir Bedi
fonte: https://www.instagram.com/today.it/

Dopo tanti anni lontano dalle scene, ha da poco ha fatto il suo ingresso nelle case dei telespettatori che una volta visto al Grande Fratello Vip sono rimasti senza parole, è già tra i concorrenti preferiti. La storia di quest’uomo è contraddistinta da alti e bassi, come quella di chiunque. Matrimoni falliti, lavori che lo hanno portato all’auge del successo, ma anche drammi che non potranno mai più essere cancellati: il dolore di un padre che sopravvive al figlio è indescrivibile.

Di dolori se ne è parlato molto di recente, ad iniziare dalla rivelazione inedita sul male che ha distrutto Gianluca Vialli, le sue parole hanno rattristito i fan che lo seguono da sempre. Confessioni come la sua e quella dell’attore però hanno una grande responsabilità.

Parlare di mali così complessi da gestire può servire a tutte quelle persone che possono trovare un esempio da seguire nelle loro storie, soprattutto quando entrano in gioco forza e coraggio come nel loro caso. Ecco i retroscena inediti che hanno fatto rabbrividire.

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Il dramma indelebile di Kabir Bedi, nuove rivelazioni

La morte di una persona cara segna inevitabilmente, ma si possono porre in essere azioni che la celebrano e ne ravvivano il ricordo. E’ il caso del gesto della campionessa di sci che ha commosso tutti, insomma non importa quanto sia grande la fama, la vita di ognuno è fatta di sfide a volte invincibili, altre superabili. In ogni caso non si deve perdere la speranza, e soprattutto il voler aiutare gli altri che sono in difficoltà. Con la sua grande sensibilità, Kabir Bedi vuole essere d’aiuto lanciando un messaggio molto importante.

Kabir Bedi
fonte: https://www.instagram.com/ikabirbedi/

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E’ sfruttando nel migliore dei modi la sua posizione da privilegiato che Kabir Bedi riesce ad aiutare il prossimo, perché decide di affrontare la questione. Di gente afflitta da schizofrenia ne è pieno il mondo, ma non è così facile da accettare. Il figlio, avuto nel 1969 dalla prima moglie Protima Gupta, non è più tra noi proprio perché la diagnosi non è arrivata in tempo, e Kabir come padre si è sentito afflitto.

Siddarth aveva 26 anni quando ha deciso di togliersi la vita. I medici parlavano di depressione, invece la verità era ancora più complessa, si trattava di schizofrenia. Una frase in particolare durante la sua confessione fa gelare il sangue, ecco qual è:

Mio figlio mi ha parlato, mi ha detto penso al suicidio…Io ho provato a dargli speranza, ma lui diceva ‘che cosa faccio tutto il giorno? Il cibo non ha sapore, tv e libri non hanno senso per me. Non mi posso concentrare’.”

Come si fa ad aiutare un figlio che non trova più una ragione per vivere se è il padre stesso che gli ha dato la vita? Poi continua dicendo:

“Io ho chiamato la squadra per la prevenzione del suicidio di Los Angeles dove lui era in cura … Loro hanno parlato con lui, ma ultimamente lui non voleva vivere così. Come padre, naturalmente, facevo tutto il possibile per dargli speranza, per dirgli cose che gli dessero coraggio.”

Insomma, cos’altro avrebbe dovuto fare? Ognuno è artefice del proprio destino, ma nonostante ciò ha cercato di non abbandonarlo mai. Infatti, conclude affermando:

“Mio figlio Siddarth si è tolto la vita perché era schizofrenico. Questa è una malattia terribile perché ha effetti su persone giovani, geniali. Nessuno sa quali sono le cause, non esistono le cure. All’epoca le medicine per tenerla sotto controllo non funzionavano molto bene. Lui sentiva che nulla aveva più significato, non sentiva più il sapore del cibo. Quello che vedeva in televisione o che leggeva sui libri non aveva più senso. In un momento di lucidità, mi ha detto che voleva togliersi la vita.”

La triste storia si conclude con un padre che ha fatto di tutto, ma le cose sono andate diversamente. L’unica cosa da fare è “accettare” per quanto sia incomprensibile per un genitore, la morte del figlio tanto amato, mantenendo vivo il suo ricordo.