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Recensione: Xiaomi Redmi 8

Di Antonio Scalogna

Xiaomi Redmi 8 è un dispositivo economico e bilanciato.

Durante queste vacanze natalizie ho messo da parte il mio fedele iPhone 8 Plus per lasciare spazio allo Xiaomi Redmi 8.

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Hardware

Recensione: AirPods Pro, belli e diversi

Di Claudio Stoduto

Apple AirPods Pro sono diverse, complete di ogni funzionalità ed interessanti.

Ok sono pronto per raccontarvi meglio quelle che sono le mie considerazioni in merito agli AirPods Pro di Apple. Questo modello del 2019 Arriva dopo la grande esplosione della categoria di auricolari TWS che ha fatto della melamorsicata una delle aziende più presenti sul mercato con un prodotto, a modo suo, iconico.

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Recensione: LG G8s, trattato male ma concreto

Di Claudio Stoduto

In Rete ne ho lette di ogni tipo su questo LG G8s eppure posso dire che a me non è dispiaciuto affatto.

LG è una delle aziende che più sono state bisfrattate nel corso di questi ultimi anni con degli smartphone che, questo va detto, non hanno mai convinto fino in fondo. Per carità dal G6 in avanti abbiamo visto come il colosso coreano abbia cambiato marcia, ma allo stesso tempo mentre gli altri viaggiavano spediti verso delle novità roboanti di generazione in generazione, LG arrancava.

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Recensione: Xiaomi Mi 9T, si ma…

Di Claudio Stoduto

Xiaomi Mi 9T é uno dei prodotti più chiacchierati del momento ma che non mi ha convinto fino in fondo.

Xiaomi Mi 9T é un terminale difficile da inquadrare ma che in tanti definiscono come uno dei migliori sul mercato per l’ottimo rapporto fra qualità e prezzo. Io non sono così convinto.

Esteticamente trovo che il prodotto sia interessante, ma non eccezionale. La scocca posteriore con quegli inserti tamarri lo rendono molto appariscente. Stesso discorso per i led intorno alla fotocamera pop-up che sono molto scenografici ma… Anteriormente abbiamo poi un gran display che la fa da padrone e che non lascia spazio ad enormi cornici, menomale. L’impatto dal fronte é positivo sia chiaro, meno per il resto del prodotto. In mano si tiene abbastanza bene a patto di mettere una cover che però, va detto, rovina il dispositivo vista la necessità di avere la parte superiore aperta per la camera anteriore. Tenete in considerazione che pesa ben 191 grammi che, nonostante la buona distribuzione, in mano si sentono con un uso prolungato.

Sulla scheda tecnica Xiaomi ha voluto spingere molto. Il processore Snapdragon 730 permette di avere delle buone prestazioni generali anche grazie ai 6 GB di Ram ma, sopratutto, dei consumi irrisori di cui parliamo dopo. Nel complesso posso dire di non potermi lamentare da questo punto di vista e che nei giorni di test l’azienda ha sempre confermato come questa piattaforma sia una delle migliori in proporzione alla spesa ed alle performance ottenute. Attenti a scegliere il giusto taglio di memoria, nel mio caso da 64 GB, perché non sarà possibile espanderla successivamente. Non gioco con i telefoni e non vi riporto un feedback da questo punto di vista, quanto più invece in quello che è l’uso quotidiano e di tutti i giorni.

Detto del display, un’unità da ben 6,39 pollici di diagonale con la tecnologia AMOLED ed una risoluzione pari a 2340 x 1080 pixel. Colori saturi al punto giusto, una bella visione sotto alla luce del sole e nel complesso un pannello secondo me al di sopra della fascia di prezzo a cui é venduto. Xiaomi ha spesso fatto bene da questo punto di vista e si riconferma come tale con questo prodotto.

A livello radio abbiamo una buona dotazione con il Bluetooth 5.0 di ultima generazione che permette delle connessioni molto rapide con i prodotti dedicati ed una risparmio di batteria ancora superiore. Il modulo LTE é in grado di collegarsi sino alla velocità massima di 600 Mbps in download e 75 Mbps in upload. La porta USB-C é di tipo 2.0 mentre a livello di gps abbiamo A-GPS/GLONASS/BeiDou/Galileo. Si c’è il sensore NFC, quindi si ai pagamenti in mobilità.

Il comparto fotografico esteticamente è messo un po’ a caso ma alla fine lo conosciamo più da vicino di quello che possa sembrare. Abbiamo una fotocamera principale da ben 48 megapixel coadiuvata da una da 8 megapixel ed una da 13. Le rispettive aperture sono da f/1.75, f/2.4 ed f/2.4. A me le foto sembrano in linea con i migliori medio di gamma del settore, non di più sinceramente. Interessante sì, ma bisogna poi sempre ricorrere alla Gcam di Google per avere quel boost che Xiaomi in stock non riesce a dare. Peccato da questo punto di vista anche se il processore Snapdragon ed la compatibilità con il software di Google ci vengono molto in contro. I video vengono girati in 4K ed hanno anche qui una buona resa anche se la stabilizzazione digitale non è propriamente perfetta in ogni situane. Sulla camera a anteriore c’è poco da dire se non che il suo completamento sia il classico del settore, niente di più. É divertente scattare foto con questo smartphone? Si ma intenso che si hanno a disposizione tutti i sensori che oggi gli utenti chiedono nelle loro varie forme.

Non mi posso lamentare dell’autonomia. Lo smartphone dura, basterebbe dire questo. Con il mio utilizzo arriva a sera anche con il 40% di carica residua che mi permettono tranquillamente di coprire almeno una mezza mattina successiva. Il grazie va dato ai 4000 mAh di cui é dotato ed al processore che copre anche 6 ore di schermo attivo senza problemi.

Conclusioni

Se devo guardare il prezzo ammetto che é diffcile trovare di meglio. Sui 270 euro circa, a seconda poi delle promozioni, é difficile chiedere di più ma non sono rimasto così tanto soddisfatto ecco. Sarà che avevo delle aspettative alte e molto pretenziose, ma questo Mi 9T mi é sembrato un altro prodotto senza molta anima. Per quanto in parte inferiore, opterei ancora oggi su un Mi 9 SE che magari ha più senso di questo modello in quanto meno simile al Mi 9 tradizionale che invece ha tutto come un vero top di gamma, ricarica wireless inclusa. Particolari difetti non ne ha, é un buon medio di gamma che però per me non ha molto da dire purtroppo.

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Recensione: Honor 20, compatto ma simile ai tanti

Di Claudio Stoduto

In queste settimane ho giocato con il nuovo Honor 20 che quest’anno non mi ha stupito.

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Sono un paio di anni che i telefoni di Honor mi lasciano di stucco per le ottime prestazioni, i buoni materiali ed una resa finale che viene offerta al giusto prezzo. In questo 2019 però l’azienda ha voluto alzare l’asticella generale andando a confermare come l’intenzione generale fosse quella di optare per una fascia di prezzo più alta rispetto anche al solo scorso anno.

Honor 20 è un dispositivo che vanta delle dimensioni estremamente compatte e che te lo fanno piacere in ogni singola situazione. Il display è enorme da 6,26 pollici di diagonale ma questo non comporta impedimenti del caso, anzi tutto il contrario. Grazie ancora una volta al foro, questa volta posto in alto a sinistra, l’azienda è riuscita a realizzare un dispositivo che rientra in quella fascia che potremmo definire degli “SE”. La risoluzione è una classica FullHD+ pari a 2340 x 1080 pixel e qui, secondo noi, c’è stata l’ottima mossa nel non voler puntare su un display più risoluto. Prima di tutto per i consumi e poi per non cannibalizzare troppo il resto dei prodotti di Huawei.

Lato prestazionale non c’è alcun tipo di problema. Il dispositivo è dotato di 6 GB e 128 GB di spazio interno che sono spinti dal processore HiSilicon Kirin 980 di ultima generazione con una frequenza massima di lavoro pari a 2.6 GHz. Non ho mai riscontrato problemi in ogni singolo utilizzo confermando come Huawei abbia fatto degli ottimi passi da gigante nel corso di questi ultimi anni. Avete bisogno ancora di maggiore memoria? Nessun problema, visto lo spazio per la microSD. Parlando invece della connettività non manca il Bluetooth 5.0 che garantisce, finalmente, minori consumi ed una portata maggiore oltre ad un Wi-Fi prestante compatibile con lo standard ac. Sulle reti mobili nessun problema con la piena compatibilità alle reti LTE di ultima generazione ed un segnale che si è sempre dimostrato stabile ed affidabile, Huawei è una garanzia in tal senso.

Passiamo ora alle note un po’ dolenti. Iniziamo dal software. La EMUI è sempre la stessa con i suoi pregi ed i suoi limiti. Huawei sembra non voler ascoltare gli utenti da questo punto di vista confermando come, in realtà, si sia ancora di fronte ad un sistema operativo molto orientale e poco occidentale. Forse una scissione fra i due mercati potrebbe non fare male oltre ad un restyling completo e più vicino alle linee guida offerte da Google. Peccato.

Sulla fotocamera invece avevo tante aspettative ma non sono rimasto così tanto soddisfatto come invece potrebbe sembrare. Abbiamo quattro sensori composti da 48 megapixel per il principale che scatta a 12 megapixel vista la tecnologia che combina 4 pixel in 1. La seconda è da 16 megapixel ma con una particolarità che consiste nell’avere un angolo di aperture decisamente più grande del normale. Infine ne abbiamo due da 2 megapixel con apertura f/2.4 di cui una dedicata alle macro da 4 centimetri ed una invece dedicata all’effetto sfocato a cui tutti puntiamo con i nostri smartphone. Le foto con tanta luce sono interessanti, con poca luce invece… Diciamo che non sono paragonabili ad altri smartphone di questa fascia di prezzo ed è un vero peccato. Purtroppo però siamo davanti ad una situazione particolare che da un lato è giusto che sia così mentre dall’altro fa fare dei passi indietro ad Honor che non tutti ci aspettavamo. Di certo non ci potevamo aspettare le prestazioni del P30 Pro anche perché ci sarebbe stato il grande rischio legato alla possibile cannibalizzazione dei prodotti stessi.

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Conclusioni

Honor 20 è un prodotto interessante ma allo stesso tempo che non è stato in grado di convincere sino in fondo. Il livello generale si è alzato fra i concorrenti ma qui sembra che ci sia limitati a portare giusto un paio di novità e nessuna reale modifica ai problemi già riscontrati ad inizio anno con il View 20 o nel 2018 con Honor 10. È un gran peccato soprattutto considerando anche il listino di vendita che prevede una partenza da 499 euro per questo modello piccolo.