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Recensione: Tastiera RGB per iPad di Inateck

Di Claudio Stoduto

Inateck ha realizzato una cover/tastiera per iPad con tanto di LED RGB molto accattivanti.

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Con l’arrivo di iPad OS 13 gli iPad cambieranno faccia e gli acccessori come le tastiere li renderanno ancora più simili ai computer di quanto ci potessimo aspettare. Inateck propone questa soluzione che in realtà potremmo definire quasi modulare e che, secondo noi, potrebbe avere più senso di tante altre proposte. Diciamo subito che questo prodotto è compatibile solamente con gli iPad da 9.7 pollici di diagonale, più precisamente con iPad 2018, Air ed Air 2.

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Andiamo con ordine. Prima di tutto si tratta di una cover di protezione per il nostro tablet in cui esso entra perfettamente senza alcun tipo di problema. I bordi sono ben rivestiti e l’imbottitura generale della cover rende il prodotto più che sicuro al suo interno. Oltre questo c’è poi uno spazio dedicato interamente alla Apple Pencil che può quindi essere messa all’interno della cover stessa senza doverla riporre lontano dal tablet. Una funzionalità sicuramente comoda vista la non presenza di calamite come sulla seconda generazione. La cover poi può stare in piedi da sola grazie allo stand posteriore che è realizzato simile al concetto dei Surface di Microsoft ma che permette solamente tre posizioni fisse. Per cui o ci andranno bene quelle o altrimenti dovremmo farcele andare bene lo stesso. Comode? Abbastanza a dirla tutta.

Parlando invece della tastiera, c’è da dire sin da subito che è molto carina con questa retroilluminazione molto particolare. È molto simile al concetto di tastiera da gaming da questo punto di vista e potrebbe essere un vantaggio aggiunto per alcuni. Per quanto riguarda invece il discorso legato alla digitazione, non è simile ad una Smart Keyboard di Apple, ma non mi si sono trovato affatto male. La corsa è leggermente più lunga ma allo stesso tempo comoda nelle lunghe sessioni. Lo spazio per digitare comodamente alla fine c’è e non ho riscontrato problemi in questo periodo di uso anzi. Comodi poi i tasti funzione che si possono attivare con il più classico degli “FN” così come la possibilità di richiamare Siri direttamente con un pulsante dedicato. Ok il layout non è quello italiano, ma tramite iOS il problema è facilmente risolvibile applicando il layout inglese alla tastiera e facendo quindi corrispondere ogni tasto al simbolo presente su di essa. Viceversa, se non voleste applicare questo “trucchetto”, potrete acquistare i vari adesivi che vi permettono di cambiare il layout alla tastiera e mantenere quello italiano sul tablet.

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Conclusioni

Viene venduta a meno di 40 euro che con il codice sconto B7KP58KY vi permette di risparmiare ancora un 15%. Li vale? Si. È un prodotto solido che offre praticamente tutto per il nostro iPad. Una protezione efficiente, un luogo di trasporto per la Apple Pencil ed una tastiera comoda e tamarra al punto giusto. Personalmente credo sia uno dei migliori prodotti in circolazione da questo punto di vista.

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Recensione: Dongle USB-C Inateck con SD card

Di Claudio Stoduto

Cercavo un dongle USB-C comodo per smartphone con a disposizione varie connessioni ed Inateck mi ha fornito questo esemplare.

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Uso questo dongle USB-C ormai da un paio di settimane e posso dire che fa il suo dovere ma ci sono dei ma purtroppo. Stiamo parlando di un prodotto che mette a disposizione dell’utente una serie di connessioni che passano tutte per la singola porta che sta diventando sempre di più un oggetto comune fra gli smartphone di fascia alta e non solo.

A disposizione Inateck ci mette un doppio lettore di carte SD e microSD. Ma non solo perché si potranno utilizzare anche le schede M2 ed MS che spesso vediamo su macchine fotografiche più professionali delle comuni compatte. Non mancano poi due porte USB 2.0 vicine ed una spostata vicino alla fonte di alimentazione. Già avete letto bene in confezione viene venduto anche un connettore di ricarica per poter far funzionare a pieno tutte le porte a regime. Purtroppo aggiungerei ma evidentemente non si poteva fare diversamente.

Il funzionamento generale è buono. Non si hanno delle super velocità purtroppo però come dispositivo di emergenza potrebbe essere comodo in qualche situazione. Certo la presenza e la necessità di doverlo alimentare purtroppo mina non poco la sua funzionalità generale dal mio punto di vista.

Conclusioni

Purtroppo mi sento di non consigliare questo dispositivo al netto del prezzo di vendita. Stiamo infatti parlando di un prodotto che a conti fatti non è esteticamente bello come altri dispositivi mostrati in questi mesi qui sul blog, non è efficiente ed è anche leggermente scomodo per via dell’alimentazione necessaria. Perché doverlo scegliere? Comunque con il codice C5MQSDYN c’è un ulteriore 30% di sconto se volete.

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Recensione: HP Tango X, design e…

Di Claudio Stoduto

HP tenta di rivoluzionare, in parte, il mondo delle stampanti classiche con questa Tango X di ultima generazione.

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Il settore delle stampanti domestiche non va di pari passo con quello dei prodotti industriali visto che, fra le altre cose, l’utente medio chiede sempre meno cavi e prodotti più compatti. HP Tango X vuole andare in questa direzione offrendo però una serie di caratteristiche uniche unite ad alcune rinunce che potrebbero pesare nel lungo periodo.

Partiamo dal design, un elemento su cui l’azienda ha voluto puntare tantissimo. Si tratta di un prodotto con una forma a parallelepipedo dal peso di 3 kg che, unito al supporto di tessuto nella variante X da noi in test, devo dire fa la sua bella figura su qualsiasi ripiano, scrivania o altro. Si cercava anche un prodotto aggraziato finalmente e devo dire che HP ci è riuscita alla grande. Tornando sul supporto in tessuto prima citato, esso è presente solamente nella variante X della HP Tango e permette di fare, oltre che da protezione quando la stampante è chiusa e riposta, anche da vassoio per i fogli in maniera tale da non perderli e/o farli cadere ad esempio dalla cassettiera nel mio caso.

Passando alla dotazione, come detto ci sono delle rinunce. È una stampante e non possiede però alcuno scanner. HP ha voluto togliere la maggior parte degli elementi messi a disposizione degli utenti: via un display, via uno scanner e via tutti i pulsanti inutili. A tal proposito sono solamente stati lasciati i tre principali per le azioni basiche senza le quali non si sarebbe potuto fare diversamente per degli interventi manuali necessari. Come detto quindi niente scanner ed il motivo risiede nella propensione generale del prodotto verso la Rete. Tutto viene fatto lì a partire dalla configurazione, che non è stata poi così tanto semplice, per arrivare poi alla gestione delle scansioni e/o delle stampe. Se per le ultime citate il processo è decisamente rapido sia da smartphone iOS che Android, per le prime citate non sono molto d’accordo con la scelta aziendale. Infatti esistono mille altre applicazioni, che magari abbiamo già installate sui nostri smartphone, che svolgono lo stesso compito magari anche in maniera migliore. Perché dovremmo alla fine passare da qui? Come detto Internet è il cuore di questa stampante e grazie ad IFTTT potrete abilitare tantissime funzioni anche integrate con Alexa che vi permetteranno di stampare anche senza toccare lo smartphone, il tablet o il computer.

Per quanto riguarda il processo di stampa ammetto che mi sarei aspettato, anche per via dell’essere ormai nel 2019, un qualche cosa di più. Siamo interno agli 11 ppm dichiarati da HP il che vuol dire un tempo di attesa non proprio rapido. Per una singola foto in formato A5 ci vanno circa 50 secondi ma in questo caso l’attesa viene ampiamente ripagata dall’ottima resa finale. Ovviamente dipende moltissimo dalla carta, ma le cartucce ed il sistema a getto di inchiostro permettono alla HP Tango X di offrire un qualità ben al di sopra della media a mio avviso.

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Conclusioni:

Bella, elegante e lenta. L’assenza dello scanner potrebbe essere un problema se non avete una buona applicazione sullo smartphone e/o una buona fotocamera. Per quanto riguarda le cartucce siamo sui circa 20 euro sia per il colore che per il nero a meno che non attiviate l’abbonamento Instant Ink a partire da 2,99 che vi garantisce le cartucce direttamente a casa incluse nel prezzo a partire da 50 stampe al mese (una soluzione diversa, innovativa e da tenere in considerazione). Il listino? Parla chiaro con i suoi 199 euro richiesti. Personalmente opterei, se proprio voglio avere un prodotto bello, compatto, di qualità e di ultima generazione al modello non X che viene venduto anche sotto i 100 euro. Le differenze alla fine non sono poi così tante, per me, da giustificare la spesa ulteriore.

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Recensione: Logitech MK540 + M310

Di Claudio Stoduto

Da un paio di settimane sto usando con molto piacere questa combinazione di Logitech composta dalla tastiera MK540 e dal mouse M310.

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Kit MK540 + M310 vs K380

Quando si parla di periferiche di input sono molto puntiglioso e purtroppo rompiscatole. Logitech è sempre stata fra le aziende leader in questo settore ed ho sempre visto con un occhio di riguardo i suoi prodotti visto che, tutto sommato, sto scrivendo ancora una volta anche questa recensione dall’ottima Logitech K380 in mio possesso ormai da anni.

Volevo qualche cosa di più comodo e di un poco più largo per la mia scrivania nuova di pacca ed ecco che questa combinazione di Logitech mi è sembrata più che mai azzeccata. Questa è composta dalla tastiera MK540 full e dal mouse M310.

Entrambe le periferiche sono realizzate in colorazione nera con una finitura opaca che, nonostante il grande utilizzo di queste ultime settimane ed il caldo, non ha sentito l’usura. La sensazione al tocco non è fastidiosa come invece potrebbe essere per altri prodotti rifiniti in questo modo, anzi tutto il contrario. Parlando più da vicino del mouse M310, ho trovato che la sua impugnatura è decisamente comoda anche per un utilizzo prolungato per varie sessioni. A differenza di altri modelli della stessa azienda, non sono presenti dei tasti aggiuntivi se non i tre classici: clic destro, clic sinistro e clic della rotella. La precisione mi è sembrata ottima anche in fase di modifica di alcune fotografie o di montaggio su Final Cut Pro X.

Img 0732Per quanto riguarda invece la tastiera MK540, come potrete immaginare venendo da una piccola e compatta K380, mi sono sentito abbastanza largo. Ci ho messo infatti qualche giorno prima di adattarmi nuovamente al suo layout completo salvo poi avere a disposizione una familiarità che non pensavo di poter recuperare dopo anni di tastiere compatte. È ovvio che questa conformazione dei tasti mette a disposizione una serie di comodità da non sottovalutare ma non è questo l’elemento che mi è piaciuto particolarmente tanto. Ciò che più mi ha colpito è stata infatti la reattività di scrittura e la corsa dei tasti. Venendo anche dalla stessa tastiera del MacBook Pro 2018, ero e sono abituato ad una corsa molto molto corta e che non mi permette quasi con una risposta praticamente istantanea. Qui invece bisogna affondare il colpo il che sulla carta potrebbe sembrare controproducente in merito alla velocità salvo poi scoprire che in realtà non è stato così nel mio uso. Comodo il selettore di accensione e spegnimento posto sopra il pad dei numeri così come i tasti dedicati come scorciatoie o quelli in seconda funzione pronti da premere. La connessione ottimale con il pc viene poi garantita dall’ottimo ricevitore Wi-Fi che, in questo modo, crea un suo ponte di comunicazione con i prodotti non subendo le interferenze del caso.

Conclusioni:

Il kit completo viene offerto a circa 52 euro al momento di questa recensione. Se cercate una soluzione completa e comoda è sicuramente una valida alternativa da tenere in considerazione ed eventualmente da acquistare. Logitech è una garanzia si in termini di assistenza e di durata dei prodotti, basti dire che il tutto ha una autonomia di 18 mesi circa.

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Recensione: Arlo Pro 2 e Arlo Security Light

Di Claudio Stoduto

La sicurezza in casa non è mai troppa ed io ho deciso di affidare ad Arlo la gestione della mia casa quando sono in esterno e lo faccio ora grazie anche ad Arlo Pro 2 ed Arlo Security Light.

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Ho deciso di ampliare il sistema di sicurezza di casa mia che avevo inizialmente deciso di spostare verso le soluzioni Arlo proposte dalla stessa azienda per tutta una serie di vantaggi personali e non. Per ampliare la protezione ho deciso di fare un ulteriore upgrade inserendo la nuova Arlo Pro 2 ed il sistema di aiuto Arlo Security Lights.

Partiamo da Arlo Pro 2, è una telecamera wireless che ha la possibilità di poter essere utilizzata senza i grandi e grossi sistemi di fissaggio che siamo ormai consoni vedere. Il vero e grosso vantaggio, così lo definisce l’azienda, è proprio questo aspetto di essere un prodotto “libero”. Avendo infatti una sua batteria interna sarà molto comodo avere a disposizione una telecamera il cui ingombro sulla carta è ridotto a zero. In realtà per poter funzionare, a differenza delle altre camere Arlo non di questa generazione, c’è bisogno della Stazione base Arlo che porta con sé tanti vantaggi e qualche svantaggio. In primo luogo sicuramente ci da la possibilità di salvare anche in locale, su un nostro drive, i filmati che le telecamere ad essa connesse registrano. Sfruttando poi la connessione diretta con il nostro router tramite cavo Ethernet, sarà molto più semplice andare a garantire un collegamento più stabile e meno soggetto a problemi di disconnessione che invece il Wi-Fi potrebbe comportare. Di contro c’è la necessità di collegare un apparecchio non proprio compatto direttamente al nostro router e quindi vicino allo stesso. Tornando alla camera, la Arlo Pro 2, ho apprezzato molto la qualità delle immagini da essa registrate grazie anche al Full HD garantito dal sensore. L’angolo di visione di 130 gradi è abbastanza ampio da permette di coprire facilmente una stanza 4 x 5 metri nel mio caso. Per quanto riguarda l’audio devo dire che un minimo di rumore di fondo c’è e che spesso, se non si parla con un tono di voce alto, si potrebbe scorgere qualche difficoltà in più nei filmati. Ottima la sensibilità che comunque può facilmente essere settanta. Infine sulla batteria l’azienda dichiara un paio di settimane e non posso che essere in linea con quanto riportato. Tuttavia devo anche dire che ho preferito inserire lo stesso la batteria ed usarla come tampone in caso di assenza della corrente per le emergenze anche perché la presa effettivamente è a pochi centimetri da dove ho piazzato la videocamera. In dotazione si trova comunque tutto il necessario sia per appenderla al muro che per eventualmente lasciarla sparsa per casa senza connessioni e cavi.

Spostandoci invece sulla Arlo Lights, devo dire che lo ho trovato un prodotto che secondo me non è valido per chi ha un appartamento. Per chi non lo avesse capito, si tratta di un sistema di illuminazione con integrato al suo interno un sensore di movimento che permetterà all’utente di poterlo attivare per poter eventualmente notare dei movimenti per l’appunto davanti alla fotocellula. È necessario collegare l’hub di funzionamento ad una presa di corrente relativamente vicina al sensore vero e proprio che poi potremmo tranquillamente andare a riporre dove meglio crediamo. Anche in questo caso vengono forniti tutti gli strumenti per poter installare il prodotto a muro come non. Un suo chiaro esempio di utilizzo è quello posto davanti ad una finestra in maniera tale da poter capire degli eventuali movimenti o meno. In realtà il meglio di sé stesso lo da in abbinata da una camera anche perché questo Arlo Security Light non fa altro che notificare un semplice movimento sul vostro smartphone, senza ulteriori dettagli purtroppo.

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Entrambi i prodotti hanno bisogno di funzionare tramite un’apposita applicazione, Arlo, che sarà necessaria anche per el fasi iniziali di configurazione. Questa procedura è abbastanza semplice ed include anche l’installazione della Stazione base. Terminata si avrà poi a disposizione una gestione praticamente completa di tutti quelli che sono i prodotti collegati al nostro account Arlo e quindi alle telecamere. Si potranno impostare dei timer di accensione automatici oppure attivare l’opzione di geolocalizzazione che permetterà di attivare o disattivare automaticamente le telecamere una volta che torneremo o andremo via da casa. Potremmo poi ovviamente avere accesso fino a 7 giorni di contenuti registrati a telecamere attive e poterli scaricare poi sul nostro dispositivo senza alcun tipo di problema come semplici video con tanto di ora e data ben stampati in prima visione. L’app è ben fatta sia su Android che su iOS e devo dire che finalmente si hanno delle buone implementazioni anche a livello di sicurezza con un riconoscimento del volto o dell’impronta richiesti per poter accedere al suo interno.

Conclusioni:

Per quanto riguarda Arlo Security Light è sicuramente uno strumento interessante, particolare ma a cui dovrete trovare uno scopo anche in base alla vostra abitazione. Il listino non è basso per cui pensateci bene. Invece sono notevolmente più soddisfatto della Arlo Pro 2 che si è rivelata essere la telecamera perfetta quasi per ogni genere di situazione domestica. Senza fili si avrà il vantaggio di poter andare ovunque a patto però di installare la Arlo Station vicino al vostro router, ma alla fine è l’unico grande compromesso. Se non volete questo impiccio, allora potete ancora tranquillamente puntare sulla vecchia Arlo Q che uso tutti i giorni e che, personalmente, apprezzo ancora un po’ di più rispetto ai nuovi modelli.