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Accessori

Recensione Zaino fotografico Inateck

Di Claudio Stoduto

Da qualche giorno sto testando questo super zaino di Inateck che mi ha convinto sotto vari punti di vista.

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Sono sempre alla ricerca dello zaino perfetto, di quel prodotto che mi fa gridare al miracolo e mi permetterebbe di abbandonare il mio zaino di OnePlus lì ormai da anni. Non sento il bisogno di cambiare, ma mi piace provare cose nuove come questo zaino di Inateck pensato, originariamente, ad un utilizzo fotografico.

Partiamo subito con il dire che lo zaino restituisce una sensazione di robustezza incredibile. È uno dei primissimi aspetti che valuto di un prodotto del genere e mi sono trovato a mio agio sin dal primo momento in cui ho iniziato ad indossarlo in queste settimane di utilizzo. Una volta indossato non ho mai sentito il fastidio o l’esigenza di doverlo togliere per qualche strano motivo al mondo. Grazie alla fascia presente sugli spallacci poi abbiamo la possibilità di fare maggiore trazione e quindi di avere un peso decisamente più distribuito. Vi sconsiglio ad esempio di non adoperarla perché in quel caso, soprattutto a pieno carico, rischierete di avere le spalline orientate verso l’esterno e quindi con uno zaino che potrebbe risultare scivoloso. Ve lo dico dall’alto dei miei 1,87 cm di altezza.

Passiamo ora alle tasche interne ed all’organizzazione in generale. Posso tranquillamente dire che si tratta di un prodotto che non vi farà lasciare niente a casa per questioni di spazio, tutt’altro vista la sua ottima capacità di carico. Il vano centrale è effettivamente scomodo da utilizzare nell’uso di tutti i giorni poiché è difficile trovare una superficie completa su cui aprire a 180 gradi tutto lo zaino. In aiuto però arriva la paratia laterale con una piccola zona di apertura che permette all’utente di aprire al volo e prendere ad esempio la macchina fotografica o, nel mio caso, il bellissimo paio di cuffie della Bose. Certo non è la soluzione più sicura del mondo, ma ovvia ad un problema di non poco conto se vogliamo. Detto questo poi il vano posto dietro alla schiena permette di trasportare facilmente il mio MacBook Pro 13 con tutti i suoi accessori all’interno in aggiunta alla custodia della Bose QC 35 II e gli occhiali da vista. Per i quaderni, portapenne ed il resto ho preferito usare la zona intermedia dove troviamo una retina, comoda per il portafoglio ad esempio, ed una sacca. Ci sono poi altre due tasche anteriori molto comode ed una superiore per gli occhiali da sole.

Conclusioni:

Il listino è alla fine in linea con i migliori zaini fotografici del settore e questo prodotto, per me, non è da meno. Anzi se vogliamo essere giusto un po’ pignoli è persino inferiore ad alcuni modelli più blasonati, senza aggiungere il fatto di essere spesso in sconto come in questo periodo.. È un prodotto valido, concreto e che in spalle vi restituisce la giusta sicurezza che secondo me un prodotto di questo genere dovrebbe sempre dare in ogni genere di situazione. Se dovessi trovargli un difetto punterei il dito nell’ingombro perché essendo così rigido, effettivamente, delle volte potrà risultare scomodo ad esempio su un mezzo pubblico affollato. Io non lo ho usato come zaino fotografico, spero si sia capito, però come zaino da tutti i giorni è assolutamente valido allo stesso modo pur essendo nato per un altro scopo.

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Tre mesi con le pellicole PaperLike

Di Claudio Stoduto

Dopo tre mesi di uso, non posso che confermare la bontà delle pellicole PaperLike sul mio iPad Pro 12,9 2017.

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Da circa tre mesi sto usando con molto piacere le pellicole PaperLike per il mio iPad Pro 12,9 del 2017. Perché mai una pellicola su un iPad così grande? Per il semplice motivo che il rischio di graffi e/o simili è sempre presente. A costo poi di perdere un minimo di manualità e precisione con la Apple Pencil (che suo veramente di rado) ho optato per questa scelta protettiva.

Le pellicole PaperLike sono pensate appositamente per iPad. Nel senso che non si tratta del classico pezzo di plastica che viene messo lì per proteggere lo schermo e stop, ma di una pellicola protettiva che mette a disposizione dell’utente la possibilità di non perdere alcuna funzione del proprio tablet evoluto ed allo stesso tempo di proteggerlo.

Ma partiamo dal principio, l’installazione. Non sono mai stato né un genio e nemmeno un guru delle pellicole per cui mi sono sempre trovato in difficoltà con quelle che non fossero in vetro persino sugli smartphone. Figuriamoci poi se parliamo di un tablet dalle dimensioni ben più importanti e quindi decisamente più difficile nel raggiungere ed ottenere un buon risultato. Credo che le foto parlino da sole. Zero bolle. Zero imperfezioni ed una precisione che non mi sarei nemmeno immaginato. Ovviamente ho pulito al meglio lo schermo prima di applicarla, così come ho cercato di fare attenzione a granelli e polvere in arrivo sul display in fase di stesura.

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Passiamo all’atto pratico ora. Come vanno nell’uso quotidiano? Benissimo. Non mi posso lamentare per alcun motivo al mondo, anzi. Devo dire che da questo punto di vista, dopo tre mesi di uso intenso come computer primario praticamente, mi sono ritrovato ad avere uno schermo ancora in ottime condizioni e che non ha subito alcuna variazione. La pellicola in sé per sé offre una sensazione diversa da quelle in vetro ed una finitura un po’ più opaca. Questo non modifica la visione dei colori o dello schermo in generale, anzi. Sono una di quelle persone che tiene bene i propri prodotti, ma non per questo la posso prendere come una semplice scusa del caso, anzi.

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Conclusioni

Tornassi indietro cercherei sin da subito questo prodotto. Costano? Il giusto secondo me. Le potete acquistare dal sito ufficiale e non ve ne pentirete se vorrete bilanciare meglio il vostro iPad oltre che avere una pellicola che finalmente non interferisce con il touchscreen del tablet. Diffidate dalle pellicole in vetro che aggiungono anche peso al dispositivo compromettendo, in alcune situazioni, il suo uso.

Consigliatissime.

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Recensione: caricatore USB 60 W Inateck

Di Claudio Stoduto

Inateck ha realizzato un caricatore USB-C da 60 W in grado di sostituire quello originale Apple per i suoi MacBook Pro.

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Quando si parla di gestione energetica non sono mai tranquillo specie sugli ultimi MacBook con le porte USB-C che hanno creato non poco caos. Dopo aver demolito la batteria del primo MacBook Pro ho deciso di fare molta attenzione sul mio secondo portatile gestendo al meglio questa sotto ogni punto di vista. È molto importante usare la giusta dose di potenza della corrente in maniera tale da non creare degli scompensi che possano essere in grado di friggere, letteralmente, la capacità della batteria del prodotto.

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Questo caricatore di Inateck si è dimostrato estremamente affidabile e, analizzando anche quanto successo in fase di ricarica del MacBook, posso dire che il comportamento è quasi del tutto identico a quello da 61 W fornito in confezione da Apple. Ovviamente a pieno carico e sotto sforzo il computer sappiamo che tende anche a consumare più energia anche in fase di ricarica andando quindi a dilazionare i tempi di essa. Nel caso di questo caricatore posso dire però che il notebook non ha subito il cambio di alimentatore ed anzi le prestazioni e le performance finali della batteria, dopo due settimane di test sono sempre state le medesime. Analizzando anche i grafici con iStats Menù posso dire che le performance sono identiche praticamente a quelle del caricatore dato in confezione.

È decisamente comoda la porta USB a grandezza standard da 5V, 2.4A. Permette di caricare qualsiasi smartphone e/o tablet senza alcun tipo di problema. Io l’ho sfruttata molto in mobilità nel corso di questi giorni e, sebbene calino di poco le prestazioni sul MacBook, posso dire che non ho mai avuto dei colli di bottiglia che tendessero a sfavorire un prodotto o l’altro. La potenza necessaria per caricare il pc rimaneva sempre comunque sopra la minima necessaria, anche con un iPad in ricarica.

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Conclusioni:

Un prodotto estremamente valido. Costa delle volte anche la metà dei prodotti di Apple e fornisce anche una porta USB a grandezza standard per usarlo come caricatore universale anche per altri prodotti. Se pensiamo poi anche al fatto che esso integri un cavo USB-C, beh diciamo che allora non c’è molto altro da dire se non che parliamo di un ottimo prodotto di terze parti finalmente.

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Recensione: Hub USB C 7 in 1

Di Claudio Stoduto

Avere un adattatore USB-C compatto in borsa oggi può tornare più che mai comodo e questo di Inateck non mi è per nulla dispiaciuto.

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Sono due settimane che uso ormai quotidianamente questo adattatore di Inateck per il mio MacBook Pro 2018. Avevo bisogno di un dongle completo ma compatto e che fosse al tempo stesso anche un po’ più carino di quelli provati sino ad ora ed un po’ troppo dozzinali.

Il corpo dell’accessorio è costruito in metallo il che lo rende effettivamente molto pratico da riporre in borsa poiché resistente ma allo stesso tempo fragile ed a rischio di graffi spesso non controllati. Il suo vantaggio è quello di avere praticamente ogni tipo di connessione al suo interno e tutte funzionano abbastanza bene.

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Per quanto riguarda le tre porte USB 3.0 non abbiamo notato alcun tipo di problema. Il segnale è sempre molto stabile nel trasferimento dei file così come nella operatività generale del nostro hub compatto. Discorso analogo per le due porte dedicate alle schede di memoria che offrono comunque delle ottime prestazioni pur essendo condivise con il resto delle uscite. I “problemi”, se così li possiamo chiamare, sorgono nel momento in cui facciamo subentrare quella che è la temperatura generale. Collegando un monitor in 4K non abbiamo avuto alcun problema di trasmissione del video. Tuttavia il nostro accessorio diventa decisamente caldo non al punto tale da non poterlo toccare, ma abbastanza caldo da poter dare fastidio. Stesso discorso se cerchiamo poi di sfruttare anche la ricarica fino a 100 W che si garantire una performance migliore, ma fa crollare un po’ tutto il sistema. Se posso darvi un consiglio preferirei sfruttare il prodotto per la connessione ad un monitor ed a qualche periferica USB esterna piuttosto che dedicarmi completamente ed interamente a lui. Quindi ad esempio la ricarica opterei di sfruttarla su un‘altra porta del computer o eventualmente di fare cambio con il cavo HDMI per tenere tutto sotto controllo.

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Conclusioni

Non è il migliore del suo settore a mio avviso. Scalda e rimane sicuramente meno tiepido di altri concorrenti pur costando qualche cosa in più. È vero che ha tutte le porte, ma il calore non permette poi un perfetto funzionamento delle porte USB e per le schede di memoria per cui, secondo noi, è meglio sfruttarlo senza la ricarica e non incorrere in alcun “problema”. Sia chiaro che purtroppo sono delle problematiche diffuse e che non è il primo ma nemmeno l’ultimo di questo genere a mostrare il fianco. Lo potete acquistare su Amazon e rimango della mia idea che è comodo, viene in giro con me, ma preferisco non farlo diventare il centro di tutta la gestione del mio MacBook.

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Recensione: Adattatore Aukey USB-C microSD/SD

Di Claudio Stoduto

Ho trovato finalmente l’accessorio giusto per il mio MacBook Pro 2018 e le schede SD o microSD.

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Da due settimane ho finalmente trovato la pace per quanto riguarda più da vicino il mondo delle macchine fotografiche ed il trasferimento dei file dalle schede SD o microSD tramite le tanto discusse porte USB-C. Cercavo un adattatore che fosse compatto, molto leggero e che non mi desse problemi ed al momento Aukey ha realizzato il prodotto giusto per le mie esigenze.

Come dicevo, per me è fondamentale ridurre sempre al minimo quelle che sono le dimensioni ed il peso. Qui siamo davanti ad un adattatore che sta dentro la tasca più piccola dei jeans (giusto per fare un esempio lampante) e non preclude l’utilizzo di due schede contemporaneamente. Già perché ho scoperto la comodità nel trasportare più microSD in una singola scatola per cui spesso mi è capitato di usarle in combinazione fra di loro per passare dei file. Surriscaldamenti? No, non ho notato niente di tutto questo nemmeno quando c’erano grandi moli di file in fase di spostamento e/o copiatura.

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Esternamente, per ottenere questo corpo così ridotto 7,8 x 7,4 x 1,6 cm, è stata utilizzata della plastica non troppo rifinita e di prima fascia. Al tatto la sensazione è ruvida, ma per un prodotto simile non era necessario avere delle finiture particolari e/o delle cromature. Un elemento che ho apprezzato moltissimo e che molti adattatori invece non prendono in esame è la dimensione della plastica attorno alla porta. Infatti in questo caso sarà possibile sfruttare la seconda porta vicina a quella utilizzata senza dover invece ricorrere ad un lato ulteriore o finire di trasferire i file per poi rimuovere l’adattatore.

Conclusioni:

Personalmente, al prezzo di vendita, fatico a trovargli dei difetti. Fa il suo senza il minimo impiccio e svolge perfettamente ciò per cui è stato progettato. Dovete voi valutare se vi può tornare utile anche in futuro o se invece potete spendere qualche euro in più e prendere un hub completo di tutte le porte necessario per un utilizzo completo.